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Donne al potere grazie al curriculum

Pubblicato da Rosalba Carbutti Ven, 18/11/2011 - 17:05

Donne e giovani, giovani e donne. Un mantra, quasi, quello del neo-premier Mario Monti. Ma questa volta ciò che fa pensare positivo è il tipo di scelta attuata. Mi spiego: non si tratta di aver scelto delle donne in un'ottica di 'quote rosa' e di politically correct. Le donne in prima linea sono state scelte non in quanto appartenenti al genere femminile, ma perché dotate di curricula da urlo.

Ed essere scelte come ministre perché si è tra le massime esperte di pensioni in Italia (Elsa Fornero), uno dei più autorevoli avvocati penalisti (Paola Severino) o perché ci si è consumate le suole delle scarpe a furia di 'commissariare' Comuni (Anna Maria Cancellieri), fa ben sperare. Con delle biografie del genere, nessuno può appigliarsi ai soliti commenti su tacchi a spillo e colore dello smalto.  Una ventata di autorevolezza che fa bene al nostro Paese e a noi donne sempre in equilibrio tra un sorriso e un successo.

Ha ragione Natalia Aspesi che su Repubblica scrive: 'A parte guidare tre ministeri essenziali (Welfare, Giustizia, Interno), dovranno con la loro presenza e il loro lavoro rassicurare le altre donne, ormai prostrate dall’idea che se sei femmina la vita finisce a trent’anni, che studiare non serve, che se hai una figlia carina devi consigliarle la professione di escort...'

Insomma, prima di lanciare invettive sul 'governo dei poteri forti', diamo a queste donne (e a questi uomini, naturalmente) la possibilità di dimostrare sul campo quello che c'è scritto nei loro curricula.

E se 'la prima impressione sul governo Monti è che finalmente studiare paga' (cit. Fabio Chiusi su Twitter), ora avremo l'occasione di capire se, effettivamente, studiare serve.

 

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