• REGISTRATI!
  • Già registrato? ACCEDI!
Registrarsi consente di pubblicare i tuoi commenti o di aprire il tuo blog

Login utente

header

Sondaggi, la politica si dà all'ippica

C’è chi parla di ciclismo e chi di ippica, c’è chi allude alla Formula uno e chi alle previsioni del tempo: ma sempre di sondaggi si tratta. Il black out è durato poco. E’ dal Duemila che la legge vieta la pubblicazione dei sondaggi nei 15 giorni precedenti il voto, ma poiché in Italia legge e inganno procedono di pari passo ecco fiorire su Internet una quantità di siti che spacciano le solite cifre in forma nuova.

salva e condividi

Navigare a vista col timore della <discontinuità>

La situazione è tale per cui il passaggio della fiducia alla Camera sul decreto Omnibus ieri è stato vissuto dalla maggioranza come una vittoria. Non c’era ragione di dubitare che, al netto dei ‘segnali’, volgarmente detti ‘ricatti’, di alcuni gruppuscoli politici recentemente conquistati alla causa berlusconiana, il governo avrebbe avuto la strada spianata, eppure tra i ranghi del centrodestra non mancavano i pessimisti. E poiché si dà per scontata la sconfitta sia a Milano sia a Napoli, il clima non potrà che peggiorare.

salva e condividi

Bossi e Berlusconi resteranno uniti, a meno che...

Nel silenzio del premier, a rassicurare l’elettorato di centrodestra ci ha pensato Bossi. E non poteva essere più morbido. Né più indulgente. E’ chiaro che tra i ranghi della maggioranza come tra quelli del Pdl (e della Lega, partito insolitamente definito dal Senatùr «abbastanza unito») il dissenso resterà congelato fino al giorno dei ballottaggi: nessuno vuole fare la fine del capro espiatorio in caso di sconfitta. Sulla possibilità di ribaltare il risultato di Milano vige però un fortissimo scetticismo.

salva e condividi

Calunnie? No, quello della Moratti era 'fencing'

Si chiama «fencing» ed è prassi antica. Di nuovo c’è solo il nome, perché, nel loro pragmatismo, gli americani sono gente precisa e precisamente classificano e danno un nome anche alle attività meno commendevoli. Fencing significa staccionata, recinto: è la tecnica di comunicazione che consiste nell’isolare e mettere fuori gioco l’avversario per ragioni morali che nulla hanno a che vedere con la politica. Si è sempre fatto, naturalmente.

salva e condividi

Se vince, il Cav. recupererà Bossi ma non il Quirinale

Per capire l’aria che tira, è sufficiente prendere atto dei dubbi sulla presenza di Umberto Bossi al comizio con cui la Moratti concluderà la campagna elettorale. A Milano, il disimpegno leghista è evidente. Il che contribuirà a rendere «storica» un’eventuale vittoria il cui merito andrebbe tutto a Berlusconi. Il quale, dopo aver trasformato le amministrative in un plebiscito sul suo nome, avrebbe gioco facile nel sostenere l’integrità del proprio carisma. E’ un paradosso, naturalmente, essendo Milano la culla del berlusconismo e la Moratti il sindaco uscente.

salva e condividi

La Lega e Tremonti pensano al dopo-Berlusconi

Tradizionalmente, quando si avvicinando elezioni  ritenute «decisive» il governo vara provvedimenti detti «elettorali». Distribuisce soldi, insomma, per incassare consensi. Ad oggi, non è accaduto. Il decreto Sviluppo approvato ieri dal Consiglio dei ministri sistematizza decisioni in parte già annunciate e risponde più all’esigenza di dare un segnale a Confindustria, che da oggi a Bergamo riunirà i propri ‘piccoli’ in un’assise emblematicamente preclusa ai politici, che a quella di accattivarsi le simpatie dell’elettorato.

salva e condividi

L'impolitico Berlusconi e un carisma da verificare

Tradizionalmente, quando Berlusconi è sul punto di rompere con un alleato, un’alta carica istituzionale, il Vaticano o un capoccione della galassia economico-finanziaria, a mediare è Gianni Letta. Su Bossi, però, l’uomo che secondo il premier metterebbe d’accordo «anche due sedie» non ha ascendenti. Ed Aldo Brancher, che li aveva, li ha persi.

salva e condividi

Ecco perché la guerra spaventa sia Berlusconi sia Obama

In epoca di crisi economica globale, le opinioni pubbliche si concentrano sul portafogli e mal digeriscono gli slanci supposti «umanitari» oltre i propri confini nazionali. Meno si parla di «guerra», dunque, meglio è. Vale per Berlusconi, ma anche per Obama. Così come il primo ha inizialmente lasciato l’iniziativa bellica in Libia a Francia e Regno Unito, il secondo ha manovrato affinché le operazioni militari passassero attraverso una risoluzione Onu (la 1973) opportunamente presentata non dagli Usa ma dal Libano.

salva e condividi

E se Bossi puntasse a perdere Milano?

Sarà un eccesso di dietrologia, sarà l’ennesimo sintomo di una certa sindrome da accerchiamento, ma nel Pdl c’è chi si domanda se la Lega non punti sulla sconfitta del sindaco Letizia Moratti a Milano. A novembre, Bossi aveva tentato invano di convincere Berlusconi a candidare un leghista. A fine gennaio non aveva ancora dato il via libera alla ricandidatura della Moratti. A fine marzo l’ha avallata col minimo entusiasmo possibile («almeno conosce i problemi della città»).

salva e condividi

Il futuro del Cav. si gioca a Milano, e Casini...

Le amministrative del 15 maggio saranno un test sul governo, ha detto Berlusconi. E le comunali di Milano saranno un test su di lui. Non solo perché il nome del premier figurerà in cima alla lista che sostiene il sindaco uscente, Letizia Moratti, ma anche perché a Milano (città-simbolo del Cavaliere) c’è la procura che più d’ogni altra Berlusconi identifica come il proprio avversario naturale.

salva e condividi
Syndicate content