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Il clima del '93 e il 'rischio' che Papa finisca in manette

Sembra che a breve un altro pugno di deputati finiani approderà tra i banchi della maggioranza, ma per far cosa?

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Prodi, il Rieccolo della politica punta al Colle e su La7...

«Se è scomparso in testa, riappare in coda. Se è cascato a sinistra, rispunta a destra. Ma rispunta sempre». Così Indro Montanelli descriveva il leader democristiano Amintore Fanafani, per l’occasione ribattezzato «il Rieccolo». Non aveva ancora visto all’opera Romano Prodi. Che come Fanfani è uso dare l’addio alla politica, ma come Fanfani poi non resiste e «rispunta». Rispunta sempre. Desidera tornare in pista, il Professore, e nel Pd tutti dicono che miri al Quirinale. Obiettivo: sostituire Giorgio Napolitano nel 2013.

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Alfano, Maroni e la necessità di uccidere il 'padre'

La politica non è una scienza esatta: niente di più lontano dall’aritmetica. Basta guardare al parlamento, dove il centrodestra ha i numeri ma non la forza. Con Bossi in affanno, la Lega sembra destinata a marcare la propria diversità. E’ possibile che mercoledì (grazie anche a parte del Pd e all’Udc) il voto della Camera a scrutinio segreto ‘salvi’ Alfonso Papa dall’arresto, ma quel che conta è che la linea ufficiale del Carroccio confligga con quella del Pdl. Altri casi verranno.

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Il barometro segna tempesta e Alfano è ancora ministro

Rappresentando l’altra metà del cielo berlusconiano, Gianni Letta è uomo solitamente taciturno e poco incline ai motti di spirito. Quando s’adatta ai canoni del Cavaliere, quando cerca di rendersi simpatico, quando si lascia andare alla battuta significa che il barometro politico segna tempesta. E’ accaduto ieri durante la conferenza stampa con cui i ministri economici hanno illustrato la manovra appena controfirmata dal Quirinale. Facce cupe, clima teso, smarcamento generale.

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Bersani nella morsa tra D'Alema e Veltroni

Poiché sono le regole che fanno il gioco, e dalle regole del gioco dipende l’identità dei giocatori, davvero non si riesce a capire a quale gioco intenda giocare il Pd. Di certo c’è solo che le varie anime del partito concordano sul fatto che l’attuale sistema elettorale vada abolito. Il problema è con cosa sostituirlo.

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Il realismo di D'Alema tra affaristi e 'geni del male'

Era in fondo su questo che si basava la reciproca ed istintiva simpatia tra Massimo D’Alema e Francesco Cossiga: sul fatto che per entrambi la politica è un gioco necessariamente sporco, che ha molto a che fare col potere e ben poco con la morale. O ancor peggio con l’etica. Non c’è dunque da stupirsi se il nome di Massimo D’Alema occhieggia da molti dei faldoni giudiziari che hanno costellato e spesso caratterizzato le diverse fasi politiche degli ultimi vent’anni. Sempre assolto, o prosciolto, o prescritto. Ma sempre presente.

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Berlusconi, il delfino e gli scorpioni del Pdl

Non è una rivoluzione, potrebbe essere il primo passo di un’evoluzione. La nomina di Angelino Alfano a segretario politico del Pdl è comunque una novità significativa. Per due ragioni. La prima, come ha osservato anche Formigoni, è semantica: il fatto stesso che un partito carismatico come il Pdl si dia un «segretario politico» significa che il tentativo di osmosi tra ex forzisti ed ex An fa un balzo in avanti e che si torna alle forme tradizionali della politica. Con i partiti, dunque, e con i «segretari» di partito.

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Di certo c'è solo che la riforma della Giustizia non si farà

Dopo essere stata cavalcata in campagna elettorale come priorità assoluta, la riforma della Giustizia è quasi scomparsa dal discorso pubblico del premier. Ieri, al Senato, s’è limitato a un vago accenno. Dominano, invece, i temi cari alla Lega: dal patto di stabilità interno alla Libia. E’ il primo segno dell’avvenuto riassetto della maggioranza dopo il flop delle amministrative. Ma la barca va.

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I dubbi del Colle sull'inchiesta P4 e gli errori del passato

Uno come Bisignani, lobbista trasversale, lo puoi prendere da destra o da sinistra. La procura di Napoli intende prenderlo da destra: ci si attende dunque un avviso di garanzia a Gianni Letta, l’anima ‘buona’ del berlusconismo. Molti evocano lo spirito del ’92. Le analogie non mancano, ma c’è una differenza: al Quirinale ‘regna’ Giorgio Napolitano, non Oscar Luigi Scalfaro. Nei giorni scorsi è filtrato dal Colle un forte disappunto per la pubblicazione di intercettazioni (quella tra la Santanché e Briatore) che nulla avevano di penalmente rilevante.

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I dubbi del Quirinale sull'inchiesta P4 e gli errori del passato

Uno come Bisignani, lobbista trasversale, lo puoi prendere da destra o da sinistra. La procura di Napoli intende prenderlo da destra: ci si attende dunque un avviso di garanzia a Gianni Letta, l’anima ‘buona’ del berlusconismo. Molti evocano lo spirito del ’92. Le analogie non mancano, ma c’è una differenza: al Quirinale ‘regna’ Giorgio Napolitano, non Oscar Luigi Scalfaro. Nei giorni scorsi è filtrato dal Colle un forte disappunto per la pubblicazione di intercettazioni (quella tra la Santanché e Briatore) che nulla avevano di penalmente rilevante.

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