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Quel patto innaturale tra sinistra e magistratura

Avremmo dovuto affermare in modo più energico la tendenza alla elettività dei magistrati... Soltanto quando sarà stabilito un contatto diretto tra il popolo, depositario della sovranità, e il magistrato... questi potrà sentirsi partecipe di un potere effettivo». Né Berlusconi né Bossi: a parlare così fu Palmiro Togliatti, che ai tempi della Costituente per nulla apprezzò «lo spirito giuridico reazionario» che a suo dire aveva ispirato la parte della Carta dedicata alla Giustizia.

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Perché processare Gheddafi sarebbe un inutile rischio

E’ ragionevole immaginare che a breve sul capo di Gheddafi penderà un mandato di cattura emesso dalla Corte penale internazionale dell’Aia. Ci sentiremo allora tutti più buoni, più giusti, più garantiti dai mali del mondo e faremo finta di non sapere che l’idea di processare il Rais contribuirà ad allontanare la soluzione del rebus libico. Sarà allora impossibile trattare una tregua e prospettare a Gheddafi l’ipotesi dell’esilio. Occorrerà abbatterlo, occorrerà ingaggiare una guerra senza quartiere.

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Il referendum insidia Berlusconi ma anche le opposizioni

Se a contare fosse il merito del referendum, Silvio Berlusconi potrebbe idealmente aderire alla campagna per abrogare la legge sul legittimo impedimento. La Consulta l’ha infatti già resa sostanzialmente inutilizzabile come scudo rispetto ai processi che lo riguardano. Quel referendum, però, avrà un valore politico. Sarà, di fatto, un plebiscito sulla figura del premier come lo fu per de Gaulle il referendum del ’69 su senato e regioni. Il presidente francese lo perse, e si dimise. Berlusconi è invece convinto di vincerlo.

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Non tutto il male vien per nuocere, nel caso del Cav.

La crisi economica impedirà al governo di abbassare le tasse, quella dei paesi del Maghreb lo metterà di fronte ad un’inattesa ondata migratoria. Eppure, i due cataclismi globali sembrano rafforzare Berlusconi piuttosto che indebolirlo. Mettono il premier al centro della scena, proiettano sul suo esecutivo un’aura salvifica, ricordano all’elettore che col centrosinistra, tra ipotetiche patrimoniali e buonismi sull’immigrazione, potrebbe persino andare peggio. Non tutto il male vien per nuocere, nel caso di Berlusconi.

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C'è del metodo, nella follia di Fini

C’è del metodo, evidentemente. Gianfranco Fini s’è chiuso in se stesso, non accetta mediazioni, non intende parlare con chi manifesta dubbi o preoccupazioni, manda letteralmente a quel paese tutti quelli che l’avvicinano con spirito anche vagamente problematico. E’ convinto d’essere popolare nel Paese, e questo gli basta. E’ sicuro del fatto che, come ama dire, il tempo sia galantuomo e che il tempo di Berlusconi sia finito.

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Dalle Winx alla Magnani, tutta colpa di Berlusconi

Quelle ninfette eternamente ammiccanti, sempre scosciate e con l’ombelico di fuori: insomma, le Winx. Colpa di Berlusconi anche loro?

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Elezioni, il pressing del Colle e un possibile escamotage

E' la prima volta che il capo dello Stato evoca le elezioni anticipate. Ma pensare che abbia inteso far propria la tesi di Repubblica, minacciando Berlusconi di sciogliere le Camere contro la sua volontà sarebbe un errore. «Si tratterebbe di un atto decisamente incostituzionale poiché la Costituzione richiede la controfirma del premier. Conoscendolo, sono certo che Napolitano non ci pensa affatto», riflette il costituzionalista ex ds Augusto Barbera.

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Senza il Colle, Berlusconi soccomberà ai magistrati

Per governare, non è necessario avere rapporti eccellenti col Quirinale: basta essere nelle condizioni di poggiare il proprio governo su una solida maggioranza parlamentare. Per andare allo scontro con la magistratura è invece auspicabile avere le spalle coperte, e nessuno più del capo dello Stato (anche in quanto presidente del Csm) è in grado di ‘proteggere’ un premier che ritiene d’essere ingiustamente inquisito da magistrati pregiudizialmente ostili.

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Bossi teme l'incertezza, Tremonti punta ancora al voto

Per votare entro l’estate c’è tempo fino a marzo. Significa che fino all’ultimo giorno utile per sciogliere le camere non sapremo quale sarà il destino della legislatura. Che Berlusconi sia contrario alle elezioni anticipate è noto da tempo, che lo sia anche Bossi è cosa recente. Preferire il certo all’incerto è nella natura degli uomini, e degli uomini politici in modo particolare. Di certo, allora, c’è che oggi Berlusconi ha una maggioranza, anche se precaria.

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Troppe incognite, le elezioni si avvicinano

E’  anche possibile che alla fine un voto d’aula sul fisco municipale sani il vulnus procedurale contestato dal Quirinale al governo, ma dopo?

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