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L'odore del sangue e un'ipotesi rivoluzionaria

Il premier è ferito e l’odore del sangue invoglia le opposizioni a saltargli al collo. In parlamento non è più aria di collaborazione, lo si vede sul federalismo fiscale. Impensabile una dialettica sulle liberalizzazioni: la proposta fatta da Berlusconi a Bersani, come il rilancio sui temi economici, serve ad accreditare l’immagine di un premier proiettato sull’interesse del Paese e costretto a fronteggiare un’opposizione sfascista.

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L'inguaribile ottimismo di D'Alema e Scalfari

A leggere Repubblica, è tutto risolto. Berlusconi non vuole le elezioni? No problem, secondo Eugenio Scalfari per sedare il confitto istituzionale in corso il capo dello Stato sarebbe legittimato a sciogliere le camere «ancorchè in presenza di un governo non sfiduciato». E se poi Berlusconi rivincesse le elezioni?

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E' l'ora dei quarantenni, Fini tenta la Artoni

il Pd è messo come è messo. Il Terzo polo è alle prese con la moral suasion di Napolitano su Fini perché non contribuisca a fomentare lo scontro tra i poteri dello Stato, con il conflitto dolce tra laici e cattolici, con quello tra chi (come Rutelli e Lombardo) ipotizza un’alleanza col Pd e chi (come i finiani) inorridisce alla sola ipotesi. Il problema dei problemi, per i terzopolisti così come per il Pd, sta però nella scelta del candidato premier. E’ l’ora dei quarantenni, pare. Nel Pd, Veltroni vorrebbe lanciare Renzi o Zingaretti.

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La profezia di Cossiga sugli avvocati del premier

Era con comprensibile soddisfazione che, nel mezzo dell’ultima puntata di Annozero, Marco Travaglio compulsava i passi salienti della memoria difensiva consegnata dagli avvocati di Berlusconi ai giudici milanesi. Materiale ghiotto, per un avversario. E non solo per via delle incongruenze nelle testimonienze delle giovani ospiti di Arcore: il punto è che la linea suggerita al premier dai suoi legali è stata quella di negare tutto, anche l’evidenza. Basta dunque che una sola ragazza dica d’essere andata a letto con Berlusconi per incrinare l’intero impianto difensivo.

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Essere Silvio Berlusconi... e un po' Narciso

Di alcuni dei suoi pubblici accusatori ben si conoscono le passioni più segrete: il castello periodicamente affittato in Austria e riempito di signorine bendisposte, i ricorrenti viaggi sessuali ad Est, l’amore extraconiugale per le giornaliste, la cocaina, le fruste, le prostitute russe... Se la vita più privata della classe dirigente più moralista fosse forzatamente svelata al pari di quella del premier si dovrebbe accettare il fatto che i privilegi del potere sono proporzionati ai vizi della nazione.

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Tremonti premier? Sì, e come fece Colombo...

Anche se dal punto di vista giudiziario la vicenda Ruby non porterà a nulla, dal punto di vista politico sta già cambiando lo scenario. E non solo per via degli affondi di Vaticano e Quirinale. Casini e Fini erano infatti orientati a bacchettare il ministro Bondi senza sfiduciarlo e ad astenersi benevolmente sul federalismo fiscale. Ieri, hanno invece annunciato a Bondi una mozione di sfiducia e alla Lega un no sul federalismo.

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Toghe e sottane

La sequenza è la stessa, non è detto lo sia anche l’epilogo. Che la legislatura avesse preso una brutta piega, fu a tutti chiaro quando, nell’ottobre 2009, la Consulta bocciò il lodo Alfano. Berlusconi apparve debole, Fini tentò di occuparne gli spazi politici, scoppiò l’affare Noemi. Stavolta, il parziale respingimento del legittimo impedimento ha incoraggiato l’affondo teoricamente finale della procura di Milano. Che, come ha osservato ieri Piero Ostellino sul Corriere, s’è mossa in spregio alla privacy e ai principi dello Stato di diritto.

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Il Pd e la <cattiva abitudine> delle primarie

Se sono state le primarie il tratto distintivo del Pd, da ieri il Pd è cambiato. Bersani a teorizzato «una messa a punto». Punto e a capo, intendeva. Le primarie di coalizione non si faranno. Mai più. Erano uno specifico italiano, e consentendo al candidato di un partito del 3% di mettere il cappello su uno del 30, erano uno specifico assai bizzarro. Ma sembravano un totem. I ‘rottamatori’ di Renzi hanno diffuso un’intervista di D’Alema alla Gruber. Domanda: «Casini può essere il candidato premier del Pd?».

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In caso di referendum, al Cav. non restano che le urne

Due giorni dopo l’intervista con cui Casini ha prospettato l’esigenza di un «patto di responsabilità» nell’interesse del Paese, Fini propone un «patto di salvezza nazionale». Ha dunque archiviato la linea, in verità un po’ kamikaze, enunciata a Bastia Umbra: rispetto al governo, il presidente della Camera, parzialmente e giocoforza rientrato nell’abito istituzionale, passa dalla spallata al puntello. Una metamorfosi figlia, tra l’altro, dell’esigenza di allontanare almeno di un anno le elezioni. Si capirà oggi quanto la prospettiva sia realistica.

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I sogni di Bersani e la realtà dei fatti

Dalle segrete stanze del Pd cominciano a filtrare giudizi sprezzanti nei confronti di Casini: un Sor Tentenna che tiene in vita il governo, secondo Bersani. E’ uno di quei casi in cui il sognatore se la prende con la realtà, colpevole di non adattarsi ai suoi fantasiosi desideri. Nulla di più impolitico. E’ come se i maggiorenti del Pd si fossero davvero illusi che l’Udc fosse pronta a dar vita ad una sorta di fronte popolare assieme, tra gli altri, a Vendola e Di Pietro. Unico collante, l’antiberlusconismo. Unica certezza, l’impossibilità di governare in caso di vittoria.

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