• REGISTRATI!
  • Già registrato? ACCEDI!
Registrarsi consente di pubblicare i tuoi commenti o di aprire il tuo blog

Login utente

header

E se Berlusconi diventasse no-global e antieuropeista?

Con le elezioni che, comunque vada, si avvicinano, non era realistico pensare che la Lega avrebbe ceduto sulle pensioni di anzianità. Sono un’eccentricità tutta italiana, certo, ma i due terzi dei quasi 4 milioni di assegni erogati ogni mese dall’Inps finiscono a cittadini del Nord. Dunque, come scriveva ieri la Padania, il Carroccio «non arretrerà di un passo». E non sarà questo l’unico punto sul quale Silvio Berlusconi deluderà le aspettative europee. E’ evidente che buona parte dei capi di stato e di governo che incontrerà oggi a Bruxelles non si fida di lui.

salva e condividi

La 'proroga' dell'immortale Andreotti

Giulio Andreotti in fin di vita, gravissimo in ospedale. La voce circolava e Dagospia non se l’è fatta scappare. Immediata la smentita, in puro stile andreottiano: «Capisco che molti attendono un mio passaggio a ‘miglior vita’ — scrive il sette volte premier al sito di Roberto D’Agostino — ma io non ho... fretta e ringrazio tutti coloro ai quali sta a cuore la mia salute e in particolare il Signore per l’ulteriore... proroga». I più non si aspettavano ricevesse una proroga, a 92 anni ci sta anche si possa morire.

salva e condividi

Punire chi 'sbaglia'? Mai, siamo italiani (e cattolici)

In Italia, chi ‘sbaglia’ non paga. Non paga mai. In 500 devastano Roma: 20 fermati, 12 arrestati. Sui condannati vedremo, ma i precedenti parlano da sè. Quattordici dicembre scorso, studenti e ultras mettono a ferro e fuoco il centro della capitale: 23 fermati, 8 arrestati, 1 condannato. Ma solo perché incastrato da un video. Per gli altri, dicono, mancavano le prove. Se ne ricava che la parola di chi arresta in flagranza di reato vale meno di quella di chi è arrestato. «Che li fermiamo a fare, tanto poi i magistrati li rimettono in libertà», dicono poliziotti e carabinieri.

salva e condividi

Senza più lo Stato, non restano che le banche

E’ stato osservato che all’incirca ogni vent’anni le piazze si riempiono di giovani più o meno indignati, più o meno rivoluzionari, più o meno inclini alla violenza. Le società evolvono anche per strappi. Una generazione s’identifica nella lotta, quella successiva ne raccoglie i frutti. E via così, ciclicamente. Di solito, nel mirino dei giovani c’è il potere. Quello vero. Quello su cui non hanno capacità di intervento. Gli ‘indignati’ hanno dunque messo a fuoco la realtà, correttamente identificando in quello economico il vero potere egemonico dei giorni nostri.

salva e condividi

La fine di Berlusconi anticipata da Tremonti

E’ probabile gli sia davvero sfuggito, è sicuro che lo pensa. E non è il solo, Giulio Tremonti. Nella maggioranza sono infatti molti a ritenere che se Berlusconi facesse come Zapatero a guadagnarci sarebbero sia il Paese sia il centrodestra. Semitravolto dalla crisi economica, il premier spagnolo ha annunciato che non si ricandiderà ed ha anticipato le elezioni. I titoli di stato spagnoli sono stati i primi a beneficiarne.

salva e condividi

L'astuto Maroni e il Silvio perdivoti

In Molise si voterà tra due settimane e il Pdl locale ha deciso di far sparire il nome di Berlusconi dal logo del partito. «Ci farebbe perdere consensi», ammettono. I tempi cambiano. E uno studio riservato conferma quel che il senso comune sospettava: Berlusconi e Bossi sono gli unici leader ad avere meno consensi dei partiti che guidano. Ma nessuno se la sente di chiedergli un passo indietro in corso di legislatura.

salva e condividi

L'anno zero della politica

Nei manuali di diritto costituzionale il capo dello Stato è definito un «notaio» e il suo potere viene considerato «neutrale». Una carica poco più che simbolica, dunque. Ma la realtà è un’altra. Chiunque si ritrovi ad incarnare la più alta delle istituzioni finisce per considerare vitale il proprio ruolo e per tendere verso quel potere assoluto che certa dottrina costituzionale gli riconosce nel momento eccezionale. Quanto più un governo legittimo appare debole e un ciclo storico usurato, tanto più s’allarga l’area di influenza del Quirinale.

salva e condividi

Padania libera? Ecco come e perché

 La «via democratica» indicata da Umberto Bossi per rendere indipendente la ‘Padania’ sembra un vicolo cieco. «La Costituzione italiana non prevede la possibilità di un simile referendum», taglia infatti corto il costituzionalista Augusto Barbera. L’articolo 132 consente infatti di accorpare le regioni e ovviamente non esclude che un’eventuale macroregione possa essere battezzata «Padania». Ma, ricorda Barbera, devono richiederlo tanti consigli comunali da rappresentare almeno un terzo delle popolazioni interessate e devono accettarlo i cittadini con referendum.

salva e condividi

Bossi, Berlusconi e la transizione infinita

 Divisi in feudi e confusamente scossi dall’urgenza di andare oltre i rispettivi fondatori, Lega e Pdl sono partiti evidentemente in crisi. Nessuno può dare per scontato che tra un anno o due esisteranno ancora. Non per come li conosciamo oggi, almeno. Ogni residua speranza di un rinvigorimento della coalizione passa per il completamento dei processi di rinnovamento interni ai due partiti, a sua volta propedeutico al ritorno di Casini nel centrodestra. Ma non è facile. Bossi reagisce alle difficoltà agitando lo spettro secessionista, e su questo terreno Maroni faticherà a contrapporsi.

salva e condividi

Nuovo Ulivo e vecchi rischi per il Pd

Pare dunque che, a Vasto, venerdì sia nata l’alleanza elettorale tra Bersani, Di Pietro e Vendola. Manca solo il patto di desistenza con i ‘comunisti’ di Ferrero. I lettori occasionali stupiranno: perché, non era già deciso che si sarebbero presentati assieme alle elezioni?

salva e condividi
Syndicate content