Prodi, il Rieccolo della politica punta al Colle e su La7...
«Se è scomparso in testa, riappare in coda. Se è cascato a sinistra, rispunta a destra. Ma rispunta sempre». Così Indro Montanelli descriveva il leader democristiano Amintore Fanafani, per l’occasione ribattezzato «il Rieccolo». Non aveva ancora visto all’opera Romano Prodi. Che come Fanfani è uso dare l’addio alla politica, ma come Fanfani poi non resiste e «rispunta». Rispunta sempre. Desidera tornare in pista, il Professore, e nel Pd tutti dicono che miri al Quirinale. Obiettivo: sostituire Giorgio Napolitano nel 2013. Al Foglio, il suo storico collaboratore Angelo Rovati non l’ha negato: «Mi chiedo cosa ci sia di strano ad ammettere che un uomo con un curriculum come il suo possa ambire ad avere un posto importante nel futuro prossimo della Repubblica italiana», ha detto. E’ dunque ufficiale: Prodi ambisce. E per rioccupare la scena e rientrare in sintonia col Paese ha scelto, naturalmente, la televisione. Non l’hanno cercato, è stato lui ad offrirsi. Raccontano che le trattative con La7 siano in «fase avanzata» e che il negoziato stia avvenendo «ai più alti livelli»: a trattare le condizioni sono direttamente il presidente di Telecom, Franco Bernabè, e l’amministratore delegato, Giovanni Stella; all’altro capo del tavolo, i prodiani Alessandro Ovi e Giulio Santagata. C’è solo un problema, il ‘taglio’ della trasmissione che andrà in onda dal prossimo autunno. Non potendo dir di no a un capo dello Stato in pectore, Bernabè e soci stanno disperatamente cercando di convincerlo almeno a dare un’impronta smart al suo programma. Non sarà facile. Prodi intende infatti replicare pari pari il format delle Lezioni di economia andate in onda su RaiUno nel ’92. Interessanti, certo, ma di una noia mortale. E poco in linea con una rete, La7, che del dinamismo ha fatto la propria bandiera. Ma questo è un problema di Bernabè. Le ambizioni politiche di Romano Prodi sono invece un problema del Pd. Non di Bersani, con cui Prodi ha un buon rapporto, ma di Veltroni e D’Alema. I quali, ricambiati, ben poco lo sopportano. Soprattutto di D’Alema, che mai ha smesso di ambire al Quirinale e si ritrova ora bruciato sullo scatto dall’eterno rivale. Raccontano sia infatti stata sua l’idea di proporre a Prodi la candidatura a sindaco di Bologna come un Cofferati qualsiasi. Intendeva così congelarlo per i prossimi cinque anni. Non c’è riuscito, naturalmente. E quando, lo scorso 14 maggio, l’ha visto salire a sorpresa sul palco di piazza Maggiore dove il candidato sindaco del centrosinistra Virginio Merola concludeva la campagna elettorale, ha avuto conferma dei propri sospetti. «Fu allora chiaro — sussurra un dalemiano — che Prodi aveva intenzione di rientrare in gioco». Di palco in palco, Romano Prodi s’è inerpicato anche su quello allestito da Bersani al Pantheon dopo la strabordante vittoria alle amministrative. E non è un caso che a malignare («è venuto a rubarci la scena») fossero non i bersaniani ma i dalemiani. Che nei giorni scorsi hanno anche dovuto digerire l’endorsement del Professore a favore del referendum sulla legge elettorale caldeggiato da Veltroni: «Sono d’accordo con ogni iniziativa che in Parlamento e fuori ci consenta di riprendere il cammino interrotto. Tornare cioè a un sistema maggioritario e bipolare», ha detto Prodi. La logica vuole l’abbia detto perché — a differenza di D’Alema, che caldeggia il proporzionale pur di agganciare Casini, farlo premier e, appunto, essere eletto capo dello Stato — è sempre stato a favore del bipolarismo, e dunque del sistema elettorale maggioritario. Troppo facile. Nel Pd va di moda la dietrologia: «Prodi — spiegano — vuole il maggioritario perché così è sicuro che se il centrosinistra vincerà le elezioni avrà anche i numeri per mandarlo al Quirinale». Aveva detto: «Ora basta, ho fatto il mio tempo. Stavolta mi ritiro». Ma, come spiegava Cossiga, «la politica è una droga che non prevede disintossicazioni». In piena crisi d’astinenza, il Rieccolo è dunque tornato.
Commenta questo intervento
ATTENZIONE: la pubblicazione dei commenti è riservata ai soli utenti registrati. Per effettuare la registrazione è necessario cliccare sul pulsante "Da▼" che si trova in cima al modulo sottostante, e poi selezionare una delle opzioni di autenticazione.
I commenti inseriti saranno pubblicati direttamente su questa pagina. La redazione si riserva di cancellare tutti i messaggi ritenuti offensivi o diffamatori.
