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Monti, Passera e la tentazione di far politica davvero

Pubblicato da Andrea Cangini Ven, 18/11/2011 - 22:16

Mai s’era visto un premier incaricato ricevere la fiducia in un’aula semivuota. E’ il segno che Mario Monti viene percepito come un corpo estraneo dai partiti: usarlo per approvare riforme necessarie ma impopolari e gettarlo via è il desiderio di molti. E’ dunque probabile che, se i mercati si calmeranno, Berlusconi e soprattutto Bersani tenteranno di strangolarlo in culla. Lasciarlo crescere comporterebbe dei rischi. L’ambizione, infatti, non riguarda solo i politici, ma anche i ‘tecnici’. A domanda sulla possibilità di candidarsi come leader di una coalizione, Monti ieri ha preferito non rispondere chiaramente. Chissà cosa risponderebbe Corrado Passera... E’ infatti noto che quello che diverrà il ministro più in vista del governo, anche perché quello dotato di maggiore capacità di spesa, arda di una passione per la politica che i milioni accumulati da banchiere e top manager non bastano a placare. Passera è uomo navigato, con alte sponde a Londra, a Washington, in Vaticano. E’ vicino  al banchiere Giovanni Bazoli, che a suo tempo coltivò in vitro la candiatura di Romano Prodi. E all’editore di Repubblica Carlo De Benedetti, che disprezza Bersani e continua ad invocare un «papa straniero» per il centrosinistra.

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