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Le strambate politiche di Bersani e Fini sui referendum

Pubblicato da Andrea Cangini Mer, 01/06/2011 - 17:54

In fondo sono tutti cavalieri, nel senso che ciascuno cavalca le paure che può. Se Bossi e Berlusconi si sono attirati le, pur legittime, critiche dei benpensanti per aver giocato (e perso) sulla paura del diverso (gli zingari e i musulmani) che dire di Bersani e Fini, i quali, dopo Fukushima, s’accingono a cavalcare la paura per il nucleare?Pierluigi Bersani assicura che il Pd è «impegnatissimo» nella battaglia referendaria. Ma se si tratta di quesiti così importanti per la società e la politica, perché non è stato il Pd a proporli? Perché a raccogliere le firme sono stati altri? Forse perché i democratici non ne condividevano i quesiti. Tre anni fa, Bersani diceva che «il ritorno al nucleare è un orizzonte su cui riflettere». Tant’è che il Pd ha recentemente messo a capo dell’Agenzia per la sicurezza nucleare un suo, prestigioso, senatore: Umberto Veronesi. Ai tempi di Veltroni, il ministro ombra del Pd per lo Sviluppo economico, Matteo Colaninno, rivendicava «un approccio non ideologico» al nucleare. E nuclearista è sempre stato l’attuale vicesegretario Enrico Letta. Il quale, prima di Fukuschima, considerava «un gravissimo errore» l’aver rinunciato all’atomo col referendum dell’87. Stesso discorso per l’acqua pubblica. Basti ricordare che nel ’99 l’allora premier Massimo D’Alema dispose la vendida dell’acquedotto pugliese all’Enel. E il paradosso è che a bloccarla fu il governatore berlusconiano Raffaele Fitto. In realtà, a sinistra nessuno ha cambiato idea: è solo che il calcolo politico ha imposto una strambata ideologica. La stessa di Gianfranco Fini. Che in tempi recenti ha definito «un errore di gioventù» (concetto relativo: allora Fini aveva 35 anni) l’aver cavalcato l’onda antinuclearista dell’87. La legge sul nucleare che il referendum di giugno intende abrogare porta la firma del finiano Urso, quella sull’acqua è stata firmata dal finiano Ronchi: eppure Fini sta facendo campagna per il raggiungimento del quorum. Al netto della non meno vistosa strambata tattica del premier Berlusconi, che pur rimanendo un «nuclearista convinto» ha imposto un stop al progetto del governo perché «la gente ha paura», vien da domandarsi che razza di classe dirigente sia quella che anziché ‘dirigere’ asseconda.

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