• REGISTRATI!
  • Già registrato? ACCEDI!
Registrarsi consente di pubblicare i tuoi commenti o di aprire il tuo blog

Login utente

header

Crisi di governo: loro parlano, noi dobbiamo stare zitti

Pubblicato da Gabriele Cané Gio, 31/01/2008 - 19:53

ALLA FINE , a crisi risolta, bisognerà pure rileggere un po’ delle cose dette in queste settimane. Rileggerle, confrontarle e soppesarle. Così, tanto per capire come mai la cosiddetta società civile (cioè noi) vada da una parte, e il Palazzo continui ostinatamente ad andare dall’altra. Senza «grillismi» o senza qualunquismi, intendiamoci. Ma solo per spiegare come mai ci sia tanta voglia si spaccare tutto, o almeno di infilare una scheda nell’urna. Una cosa concreta, pur con tutti i suoi limiti, dopo tante chiacchiere.

Prendiamo la situazione del Paese. Chi non vuole votare (atteggiamento legittimo), ad esempio, fa leva su un paio di argomentazioni. Primo, questa legge elettorale è sciagurata e causa di instabilità permanente. Secondo, la situazione del Paese è tale, per di più con una recessione internazionale alle porte, che sottoporlo alla turbolenza di una prova elettorale è da incoscienti. Parole e musica che vengono, come tutti sanno, in particolare dal centro sinistra. Corretto, dal loro punto di vista. Certo. Peccato che in contemporanea venga sostenuto, a vario e ad altissimo livello, l’esatto contrario.

Situazione del Paese. Il quadro è quello preoccupato di tante dichiarazioni, o quello apologetico di Romano Prodi, che oltre ad essere Presidente del consiglio è anche Presidente del Pd? Bisogna mettersi d’accordo. Il premier, ad esempio, nella conferenza stampa di fine anno ha parlato di un’Italia che ha finalmente rialzato la testa e risanato i conti. Lo ha ridetto anche prima della sconfitta in Senato, suonando il pianoforte mentre il Titanic affondava. E due giorni fa a Londra ha parlato addirittura della bella eredità che lascia all’Italia. Domanda. C’è allarme, inquietudine, fame, oppure, visto che abbiamo la pancia piena, possiamo permetterci anche di restare a dieta? Bengodi o Belice? Noi lo sappiamo, ma voi mettetevi d’accordo con voi stessi.

Così come sarà bene chiarirsi e chiarire se questa legge elettorale che ha dato qualche seggio in più al Senato a chi aveva preso 250 mila voti in meno, era una mano santa nel 2006, ed è diventata una sciagura oggi, nel 2008. Boh? Nel frattempo, ogni giorno parla la realtà. E lo fa senza contraddizioni. Purtroppo. Con le sue difficoltà, le sue paure, i fine mese, le tasse, i «bamboccioni» per casa. Loro parlano, dicono. Soprattutto, contraddicono. Noi guardiamo e stiamo zitti. Fino a quando, se ce lo consentono, potremo votare.

|
salva e condividi

Commenta questo intervento

ATTENZIONE: la pubblicazione dei commenti è riservata ai soli utenti registrati. Per effettuare la registrazione è necessario cliccare sul pulsante "Da▼" che si trova in cima al modulo sottostante, e poi selezionare una delle opzioni di autenticazione.
I commenti inseriti saranno pubblicati direttamente su questa pagina. La redazione si riserva di cancellare tutti i messaggi ritenuti offensivi o diffamatori.