Quel potere utile solo a se stesso
LA TRAGEDIA dei rifiuti in Campania può essere considerata la metafora della crisi delle istituzioni italiane? Al di là dei luoghi comuni e delle recite a soggetto, credo proprio di sì. La democrazia ha le sue radici in un patto sociale in base al quale i cittadini riconoscono lo Stato in cambio di alcuni servizi, come la sicurezza, la salute, la giustizia. Nel caso particolare, si conferma invece l’assoluta incapacità delle istituzioni ad assolvere una funzione elementare come quella di spazzare i rifiuti dalle strade. In altri Paesi questa operazione diventa addirittura fonte di ricchezza pubblica. Che cosa emerge dunque? Secondo me, il fallimento del regionalismo. Negli ultimi anni ci
siamo affannati a discutere su quali poteri trasferire alle regioni e non su come fossero organizzate per assolverli. Nate per avvicinare i cittadini alle istituzioni, le regioni si sono trasformate in un centro di potere a beneficio prevalente del ceto politico-burocratico che nel Sud ha anche contribuito, con l’ampliamento della spesa pubblica, ad alimentare la criminalità organizzata e la corruzione politica. Irresponsabilmente, la classe dirigente meridionale ai maggiori poteri non ha accompagnato uguale senso di responsabilità. Tutt’altro: la spesa pubblica è cresciuta, tanto che i debiti delle regioni, a cominciare da quelli della sanità, sono raddoppiati negli ultimi cinque anni.
È ANCORA più che mai attuale l’affermazione di Gaetano Salvemini: «Il problema del Sud è un problema di classe dirigente». Negli anni, le regioni meridionali, come il caso specifico dimostra in modo eclatante, non sono state in grado di utilizzare la montagna di risorse comunitarie e nazionali, esclusivamente per pura inefficienza, né sono stati adottati strumenti legislativi validi per regolamentare settori come l’ambiente, i trasporti, la sanità che sono i buchi neri dei bilanci regionali.Ma si tiene in piedi comunque un sistema politico praticamente inesistente, indifferente ai bisogni reali della gente e soprattutto incapace di risolvere i problemi. La globalizzazione richiede classi politiche che modifichino la struttura del Paese. Non si pretendono grandi statisti, ma almeno politici di buon senso. Siamo proprio sicuri che i sistemi elettorali individuino i migliori? Ci possiamo meravigliare che la Regione Campania sia travolta dal problema dei rifiuti quando nel ruolo chiave di governatore il sistema politico non riesce a sostituire uno come Sassolino che in quattordici anni di dominio ha avuto tutti gli strumenti (e le risorse) per risolvere il problema? Occorre cambiare facce. Togliendo subito il potere a chi così male lo sta utilizzando.
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