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In quel voto la condanna della casta

Pubblicato da Mario Caligiuri Mer, 12/12/2007 - 11:31

I RISULTATI delle elezioni studentesche appena concluse mandano, comunque la si pensi, segnali precisi a una classe politica che esce condannata nella sua arretratezza culturale e soprattutto nell’incapacità di dare risposte alle domande delle nuove generazioni. Certo, nel forte spostamento verso una destra anche estrema, ci sono i connotati di una scelta che appare più simbologica che ideologica, ma a impressionare è soprattutto il successo delle liste che hanno fatto dell’apolitica (o antipolitica) il punto forte della loro proposta. Si tratta di un vero e proprio atto di sfiducia nei confronti di un ceto di professionisti del potere che si è impossessato dei meccanismi elettorali e che è sordo ad ogni richiesta di cambiamento. Basta vedere cosa sta accadendo sul rovente tema dei costi della politica che ha appassionato il dibattito degli ultimi mesi. Anche di fronte all’ammissione degli stessi interessati che il problema minava alla base la credibilità delle istituzioni, non si è mosso nulla, come fin dalla primavera avevamo agevolmente previsto sulle colonne di questo giornale. Parlano di tagli a Quirinale, Senato e Camera ma nella sostanza hanno ridotto di meno del 2% (una cifra assolutamente simbolica: poco più di 20 milioni di euro su un totale di quasi 2 miliardi di spesa).

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