Basta con i mega manager strapagati dallo Stato per produrre solo perdite
DI PIETRO ha messo gli attributi sul tavolo. Almeno per ora, perché si sa che i nostri governanti annunciano sfracelli e poi hanno timore anche di somministrare un salutare buffetto. Per il momento, è da politico responsabile la decisione di bloccare alle Ferrovie dello Stato un finanziamento di oltre un miliardo di euro. La motivazione è più che valida: non si possono continuare a trasferire fondi pubblici e poi non sapere che fine fanno. Più che ovvio. Questa vicenda però pone più in generale il tema delle verifiche dei risultati dei manager dello Stato. Infatti, proprio a proposito delle Ferrovie, non è possibile pagare compensi stratosferici a manager che alla resa dei conti accumulano soltanto perdite. E’ di tutta evidenza che i vertici aziendali pubblici, da quelli ministeriali a quelli regionali, vengano spesso individuati con criteri assai distanti dalla competenza e rispondano ai politici che li hanno indicati. Il caso più esemplare è quello delle aziende sanitarie, che negli ultimi anni hanno macinato prevalentemente perdite, ingrossando il già colossale debito pubblico senza alcun sostanziale miglioramento dei servizi sanitari. E a fronte di questo sfascio, non sono in tantissimi quelli che hanno pagato. I più sono stati abbondantemente premiati. Se questo è lo scenario, bisogna domandarsi perché questo avvenga. Non ci vuole la sibilla cumana per capire che è la chiara dimostrazione che le aziende pubbliche vengono amministrate indirettamente dai politici per alimentare il circuito del consenso personale e anche affaristico. E nell’assenza di regole e comportamenti definiti, si continuano a distruggere risorse pubbliche. Uno dei compiti principali di cui dovrebbe occuparsi al più presto il Parlamento non è, dal mio punto di vista, la legge elettorale, bensì quello di delineare regole che consentano di mandare a casa i manager incapaci, con l’obbligo di rifondere i danni. Ai poteri occorre collegare le responsabilità e non solo gli emolumenti. Emolumenti che sono in ogni caso eccessivi, se si pensa che l’indennità del Presidente degli Stati Uniti d’America è di 400mila dollari, una cifra pari a circa 270mila euro, poco meno di quanto percepisce il più sconosciuto manager di azienda sanitaria italiana. Tanto per dare l’idea in che Paese viviamo.
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