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Lo scontato arrivederci del caduto. Ecce Monti!

Pubblicato da Eleonora Caddeo Dom, 13/11/2011 - 21:46

"Da domani raddoppieró il mio impegno in Parlamento per rinnovare l'Italia".

Così da palazzo Chigi un Berlusconi dimissionario forzato smentisce le voci di un suo abbandono della politica italiana. Parole che suonano come una minaccia per l'Italia, contenute in un discorso scontato nella banalità argomentativa, tronfia di bugie mal camuffate.

La prima, colossale, tanto da ridicolizzare l'intelligenza degli italiani riguarda l'ostentata generosità di B. nel dimettersi. È vero che la sfacciataggine non conosce limiti e, in questo caso, nemmeno il senso del pudore. Quanto sarebbe stato piú umano dire, "messo alle strette dalla mia stessa coalizione ho dovuto lasciare", invece no, la menzogna ad oltranza. La realtà relativa, soggettiva e personalissima, da inculcare nella testa degli italiani come verità assoluta, sino all'ultimo. 

Il punto é che gli italiani non sono fortunatamente un popolo di stupidi.

Creduloni, ottimisti, sensibili ai complimenti e alle promesse, sognatori, orgogliosi, tutte condizioni che hanno spianato il terreno all'affermazione del fare berlusconiano. Ma l'Italia è una nazione contraddistinta soprattutto dalla grande dignità e forza d'animo popolare, e questi alla lunga sono atteggiamenti, modi di vivere, che non collimano con l'approccio "finto" e costruito della filosofia proposta a mio parere dal premier uscente.

Errare è umano, perseverare è diabolico. E questo vale per politici e per elettori.

In politica si é perseverato nel seguire il filone della menzogna e del personalismo a discapito di una nazione che prima o poi, era certo, si sarebbe svegliata dal sonno ipnotico in cui era caduta. Allo stesso modo gli elettori, che hanno perseverato nell'appoggiare questo errare politico, da qualche tempo hanno deciso di appoggiare il cambiamento, facendo sentire per strada la voglia di trasformazione, di rinascita. Anticipando di qualche mese la disfatta popolare di B. registrata ieri sera dalle reti tv di mezzo mondo in piazza del Quirinale. 

Nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma.

Anche chi ha creduto e creato l'era B, per meriti o per demeriti, oggi la distrugge, trasformandola in un sentimento di rinnovamento. 

Lei signor B. , seguendo quel suo atteggiamento caratteristico, spavaldo, e in molti casi strafottente e poco rispettoso dei pareri altrui,  secondo una ragazza di 27 anni quale è la persona che scrive, ha peccato in questi anni di poca, pochissima umiltà.

Lei che ha sempre ostentato di essersi fatto da solo come imprenditore e come politico (personalmente aggiungerei con un po' troppa commistione tra le due identità) avrebbe dovuto sapere che la grandezza dell'uomo sta nel riconoscere i propri sbagli.

Ma è difficile spiegare questo concetto a chi é sempre apparso così sicuro di sé e delle sue azioni da aver perso, almeno secondo quanto ha dato a vedere, la buona regola del mettersi in dubbio,  primo strumento di auto verifica. 

E cosa ne ha guadagnato in cambio? Anni di governo in piú, leggi piú o meno ad personam e introiti economici facilitati. Un buon bottino.

Oggi peró come uomo, prima ancora che come politico, ha registrato la disfatta più mediocre. È arrivato al capolinea, e nel peggiore dei modi, senza il rispetto di molti italiani. 

Ieri sera, di fronte al Quirinale, c'era tutta la frustrazione di un Italia che si é sentita presa in giro da lei e dalla politica rappresentata dalla sua persona. Un Italia, che in massa, con poca eccezioni tra le correnti politiche, ha festeggiato per la sua disfatta, perché é stato lei signor B. a decidere che non c'era altro modo per cambiare l'Italia e la politica italiana se non distruggendo il suo trono, sul quale si era fissato ancor piú forte nel momento della richiesta di abbandonarlo per il bene comune.

Mi spiace dirlo, ma in uno spaccato politico al quale é difficile dare fiducia, qualunque sia il partito di preferenza, lei non ha capito, anzi non ha voluto capire i suoi cittadini.  E questi cittadini incompresi oggi festeggiano la liberazione da un interlocutore della nazione diventato negli anni sempre piú un monologhista autarchico.

Fortuna che nella devastazione politica che ci contorna, qualche italiano di cui andare orgoglioso c'è.

Quell'uomo si chiama Giorgio Napolitano, l'unico che nei mesi della disfatta ha ascoltato e sentito le urla di aiuto lanciate da buona parte dello stivale, isole comprese.

Non so quali saranno i colori del futuro, al momento mi affido al sentimento ottimistico di rinascita che mi pervade da giorni. E all'unico Uomo politico che si é meritato la mia fiducia. 

È ufficiale, Napolitano ha indicato Monti. E allora riMONTIamo!

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