• REGISTRATI!
  • Già registrato? ACCEDI!
Registrarsi consente di pubblicare i tuoi commenti o di aprire il tuo blog

Login utente

header

La felicità? Arriva dalla cultura

Pubblicato da Grazia Buscaglia Ven, 02/12/2011 - 21:49

Scusate, ho pochissimo tempo e quindi vi lascio come post un'agenzia Adnkronos che ho trovato molto interessante. Premesso che sono ignorante (come insegnava Socrate), finalmente una bella notizia: è la cultura a dare la felicità. Ecco qua l'agenzia. Godetevela tutta

"Contrordine: non sono i soldi, ma la cultura, a fare la felicita'.Leggere, andare a teatro o al cinema e' considerato dai piu' uno dei maggiori fattori che contribuisce al benessere psicologico, preceduto soltanto dallo stato di salute. Molto piu' in basso, in un'ipotetica scala,vengono collocati invece lo stato civile, il proprio impiego, l'educazione, il genere e il reddito che a sorpresa si trova agli ultimi posti insieme all'eta'. A portare sotto i riflettori il legame fra cultura e benessere sono irisultati di un'indagine condotta da Doxa e promossa dalla Fondazione Bracco, presentati nel capoluogo lombardo durante un Simposio internazionale sul tema. Milano e' anche il teatro di questo studio trasversale condotto nell'autunno 2010: sono stati circa mille i residenti arruolati. E i risultati, sottolinea Enzo Grossi, medico gastroenterologo (Fondazione Bracco), "hanno confermato il contributo rilevante della cultura nella costruzione del benessere psicologico percepito dai cittadini". Per misurarlo i ricercatori si sono basati su un indice particolare: il 'Psychological generalWell-being Index', calcolato attraverso un questionario di 22 domande, validato scientificamente. Sono state prese in considerazione 15 differenti attivita' culturali e di svago. Risultato: "La partecipazione culturale si correla positivamente con lo stato di benessere psicologico. E piu' intensa risulta questa partecipazione, maggiore e' il benessere percepito", riassume Grossi. "Questi dati suggeriscono che promuovere un uso intelligente del tempo e investire in cultura potrebbe diventare una potente strategia di welfare e una base per politiche sanitarie finalizzate a prevenire le malattiecroniche attraverso la promozione del benessere psicologico".

 Recenti studi condotti in diversi Paesi, sottolinea Diana Bracco, presidente della Fondazione Bracco, durante il suo discorso, "hanno dimostrato che il consumo culturale individuale incide sull'aspettativa di vita eche coloro che fruiscono raramente di eventi culturali presentano un rischio di mortalita' del 60% piu' alto. Inoltre, soprattutto nelle persone anziane, a fronte di un'intensa fruizione culturale il tasso diospedalizzazione e medicalizzazione diminuisce. Senza dimenticare anche il dato secondo cui le 'leisure activities' contribuirebbero a prevenire o posticipare malattie gravi come cancro e malattia di Huntington". Alsimposio hanno partecipato esperti italiani e internazionali del settore: fra gli altri Luca Cavalli Sforza della Stanford University (California), Selena Gray dell'University of West England (Bristol), Luca FrancescoTicini (Max Planck Institute for Human cognitive and brain sciences, Lipsia) Corey Keyes dell'Emory University (Georgia), Lars Olov Bygren del Karolinska Institutet di Stoccolma.

 I relatori hanno segnalato ulteriori ricerche e dati che confermano quanto emerso dall'indagine Doxa. Indagine che promuove Milano come "citta' molto vivace da un punto di vista culturale, "visto che lo stato dibenessere psicologico della metropoli e' posizionato a livelli tendenzialmente superiori a quelli riscontrati con ricerche parallele nel resto del Nord Italia", sottolinea Bracco. "A Milano - prosegue - solo il 6% dei soggetti intervistati ha dichiarato di avere un consumo culturale pari a zero, mentre in Italia il valore relativo si attesta intorno al 10%".  Anche nel capoluogo lombardo pero' resiste un certo 'gap di genere', "che penalizza la donna in tutti i gruppi di eta', anche se per Milano questa forbice risulta menoampia".

 Andare all'opera, visitare musei, leggere romanzi e frequentare teatri sono in ordine discendente le attivita' culturali piu' importanti per il genere femminile, segnala infine lo studio. Mentre per l'uomo al primoposto ci sono i musei, seguiti dalla lettura e dal teatro come attivita' maggiormente correlate al benessere".

salva e condividi

Commenta questo intervento

ATTENZIONE: la pubblicazione dei commenti è riservata ai soli utenti registrati. Per effettuare la registrazione è necessario cliccare sul pulsante "Da▼" che si trova in cima al modulo sottostante, e poi selezionare una delle opzioni di autenticazione.
I commenti inseriti saranno pubblicati direttamente su questa pagina. La redazione si riserva di cancellare tutti i messaggi ritenuti offensivi o diffamatori.