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Non ricominciate col teatrino della politica: bisogna accettare le cure del professor Monti

Pubblicato da Sandro Bugialli Gio, 01/12/2011 - 20:43

Odio per mia natura parlare di malattie. Ma questo è l'esempio più immediato ed elementare che mi viene in mente. L'Italia è un Paese in agonia che ha bisogno di un intervento urgente e decisivo. E per questo al suo capezzale è stato chiamato (e accettato dai vari partiti) un tecnico, un "professorone" (come si diceva una volta) per risolvere la situazione.

Ma in queste ore stiamo vivendo una situazione particolare. Come se qualcuno stesse parecchio male, che so io, per una polmonite e i familiari decidessero di chiamare un celebre dottore per curarlo. Il dottore, viste le condizioni preoccupanti del malato, propone di fare subito una radiografia. E i familiari cominciano a dire no, la radiografia no perché i raggi fanno male. Allora, dice il dottore di gran fama, facciamo una serie di flebo di antibiotici. E i parenti: no gli antibiotici no perché abbassano le difese e poi gli aghi  delle flebo nelle vene fanno sempre male. Allora, dice sempre il dottore, facciamo una serie di iniezioni. E i familiari: no, le iniezioni no perché il nostro caro non ha mai sopportato gli aghi. Allora supposte. No, le supposte no per un rifiuto inconscio. Allora un'aspririna. No, l'aspirina no perché alla lunga può fare male allo stomaco.

E allora, potrebbe dire il "professorone" ai parenti, cosa volete che curi una polmonite con un bicchiere di acqua calda, limone e zucchero? E parenti potrebbero rispondere: sì bravo, curiamolo con acqua calda, limone e zucchero. L'abbiamo sempre detto che lei è un professorone.

Solo che il paziente poco dopo, in assenza di un miracolo, potrebbe (come si dice) passare a miglior vita.

Tutto questo per parlare dello stato di salute del nostroPaese per il quale il professor Monti (accettato e "votato" dai vari partiti presenti in parlamento) sta preparando una cura da cavallo che presenterà nel consiglio dei ministri di lunedì prossimo.

Mi è venuto in mente quel banalissimo esempio di cui sopra, a leggere in queste ore le reazioni di alcuni leader politici e delle parti sociali alle possibili cure che potrebbe adottare il prof. Monti.

Con il Pdl (o parte del Pdl) che rifiuta di accettare un ritorno dell'Ici sulla prima casa o l'istituzione di una patrimoniale sulle grandi fortune. Con i sindacati che si rifiutano si sentir parlare di ritoccare verso l'alto il "magico numero" di quaranta (anni di contributi) per andare in pensione. Con il Pd pronto a dividersi sui provvedimenti (soprattutto sulle pensioni) che saranno prospettati. Con chi vuole un ampio dibattito con annesse modifiche alla Camera e al Senato e chi sogna tuttora di veder fallire il tentativo del "tecnico"prof. Monti e andare subito  alle elezioni perché già stanco di stare alla finestra.

Insomma, come al solito, una indicibile vergogna fatta di veti incrociati e distinguo (stando almeno alle dichiarazioni odierne) sta per investire nuovamente il nostro Paese. Una vergogna che alla lunga potrebbe davvero ricadere rovinosamente sugli autori di veti e controveti.

I partiti hanno accettato il professor Monti indicato (a cominciare dal presidente della Repubblica Napolitano) come uno dei pochi capaci di poter tirare fuori l'Italia dall'abisso in cui sta precipitando. E allora affidiamoci a lui con la speranza (che allo svelamento dei provvedimenti dovrà essere certezza) che la manovra lacrime e sangue sia soprattutto equa e vada a colpire tutti senza alcuna preclusione. Dai privilegi della Casta, agli evasori, ai super ricchi e (ahimé) ai cittadini comuni.

Lasciamo lavorare in santa pace il prof. Monti e diamogli tutta la fiducia che merita senza contrastare le sue scelte e far perdere ulteriore tempo prezioso all'Italia in agonia.

Mi pare che su questa posizione al momento ci sia solo il Terzo Polo con l'illuminata posizione di Pierferdi Casini e dei suoi amici. Una posizione che dovrebbe essere condivisa da tutti i partiti e dai sindacati. Chi non la condivide o era in malafede nel momento in cui ha accettato l'arrivo alla presidenza del Consiglio del professor Monti o non ha ancora capito in che situazione sia veramente l'Italia. In questo momento non c'è davvero bisogno che torni in scena il teatrino della politica.  

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