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Monti promette sacrifici, gli italiani si fidano. Masochisti? No, rinsaviti e consapevoli

Pubblicato da Sandro Bugialli Lun, 21/11/2011 - 18:20

Mi scrive un amico che abita a New York (ma che sa tutto o quasi dell'Italia grazie ad Internet) e mi chiede se per caso gli italiani non siano diventati tutti dei gran masochisti.

Ma come, dice in sostanza l'amico americano (citando sondaggi vari e vari interventi apparsi sui media) arriva al governo uno come il professor Monti che annuncia grandi sacrifici e tempi durissimi e state tutti lì ad applaudire, a dire bene bravo, a votare smodatamente indici di fiducia a lui e al suo governo?

O la crisi, scrive "vi ha fatti pazzi", oppure il professor Monti, come uno psicanalista di grido, ha tirato fuori tutto il masochismo che era in voi.

Eh, sì, caro amico, a vederla da lontano (ma da sponde non certo felici, visto la crisi che c'è pure negli Usa) può sembrare anche così.

Ancora una volta gli italiani possono sembrare tutti pronti a salire sul carro del vincitore (almeno morale) dopo le drammatiche dimissioni da presidente del Consiglio da parte del cavalier Berlusconi.

Può apparire questo. Ma non è certo così. Non credo davvero che i goduriosi italiani siano diventati masochisti nel breve volgere di pochi giorni o che si siano infatuati di Monti al suo primo apparire.

E allora diciamo che non si tratta né di infautazione né di masochismo.

O meglio: tanti possono essere anche un po' masochisti (sennò non avrebbero osanannato Berlusconi per tanti anni) ma mica scemi.

Quando masochisti e "non" sono arrivati alla conclusione che il cavalier Berlusconi avrebbe portato indifferentemente tutti (a destra, al centro e a sinistra) alla rovina, allora dicevo masochisti e "non" hanno avuto un drammatico sussulto, sono rinsaviti e hanno (praticamente) costretto alle dimissioni il possibile rottamatore di grandi fortune, medie fortune e vite di tutti i giorni.

E hanno indirizzato le loro simpatie e i loro consensi verso chi prometteva sì sacrifici ma anche salvezza. Un uomo di grande valore, parecchio serio, preparato, un "tecnico" come dicono, uno che conosce profondamente la malattia che è stato chiamato a curare: l'economia.   

La preparazione certo. Ma soprattutto quello che ha convinto la gente di tutti i giorni a fidarsi del professor Monti e dei suoi uomini è stata la parola "equità". Sacrifici per tutti ma con equità. Certo bisognerà tornare a pagare l'Ici sulla prima casa, ma qualcosa dovrà pure cedere l'odiata Casta politica. Forse aumenterà l'Iva su vari prodotti ma anche la Casta vedrà ridotti parecchi dei privilegi che ha. A cominciare da quella vergogna che sono i vitalizi e quelle migliaia e migliaia di auto blu che scorrazzano a spese del contribuente per tutta la penisola.

Questi, caro amico americano, sono solo piccoli esempi del futuro italiano che hanno persuaso tanta gente comune a fidarsi di Monti. Guardiamo cosa sarà in grado di fare l'esimio professore della Bocconi. Se farà seguire (come io sono convinto) le azioni agli annunci. Se la prossima manovra che ci toccherà sarà davvero equa o no. Diamogli fiducia e tempo. Poi si comincerà coi bilanci. Bilanci che, di questo sono sicuro, non saranno così disastrosi come quelli ottenuti dal passato governo Berlusconi.

Una cosa, con Mario Monti al governo, è certa: che fra pochi giorni non lo sentiremo dire che l'Italia "è uscita dalla crisi prima e meglio degli altri". E certissimamente non lo sentiremo dire che lui "non metterà mai le mani nelle tasche degli italiani".

Ecco perché gli italiani si fidano del professor Monti.   

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