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Basta col toto-lacrime e sangue: il prof. Monti deve fare chiarezza prima possibile

Pubblicato da Sandro Bugialli Mar, 29/11/2011 - 19:10

E finalmente, dopo un silenzio forse un po' troppo lungo, il premier Monti tornò a parlare. Lo ha fatto poche ore fa dopo il giuramento dei sottosegretari del suo governo tecnico, la cui nomina (a quanto si dice) è stata piuttosto sofferta per i veti incrociati messi in campo dai leader dei vari partiti che in questo momento sono alla finestra.

Ebbene il professor Monti, tra le altre cose, ha detto: "Anche la stampa che ci osserva e che quando occorre giustamente ci critica (e che mi auguro continui a farlo) ha capito com'è il rapporto tra la politica e il governo: un rapporto costruttivo". E siamo lieti di questa predisposizione del Premier al confronto.

Ha poi aggiunto rivolgendosi ai giornalisti: "In questi giorni mi avete visto poco in momenti di dialogo con voi. Non mi scuso perché questo è derivato da una condizione di stretta necessità. Presto avremo un dialogo più frequente e intenso".

E certo bene ha fatto il Premier a non scusarsi essendo chiaro che in questi giorni è stato davvero impegnato duramente in giro per l'Europa e a pensare a come far uscire l'Italia dalla crisi drammatica in cui si trova. Ma bene ha fatto anche a promettere, a breve, un dialogo più frequente e intenso.

Sì perché è fondamentale che la gente comune, quella di tutti i giorni, attraverso i media dei più svariati tipi, possa essere informata sul futuro non certo roseo che l'aspetta. Ed è fondamentale che la gente comune non venga travolta, com'è successo da un po' di tempo a questa parte, da una specie di toto-lacrime e sangue che ha ingenerato parecchie apprensioni.

Chi ha anticipato disastri per i pensionati, chi per i proprietari di case, chi per i dipendenti della pubblica amministrazione, chi per i risparmiatori, chi parlava di mini patrimoniale o grande patrimoniale, chi del ritorno dell'Ici, chi dell'istituzione di una tassa che potrebbe comprendere sotto un'unica voce varie tasse comunali. Chi si lasciava andare a catastrofismi, chi annunciava il definitivo sprofondamento di questo bistrattato Paese.

Insomma un vero e proprio guazzabuglio dove nessuna voce autorevole e istituzionale arrivava a chiarire. Basta fare un giro su internet, basta andare a scovare le opinioni dei lettori di vari quotidiani on line e siti vari per rendersi conto dello stato d'animo di tanti italiani.

Ma non è ancora finita. Perché il consiglio dei ministri in cui saranno annunciate le dure misure con cui gli italiani si troveranno a convivere per i prossimi mesi (anni?) è ancora distante qualche giorno (è stato fissato per lunedì 5 dicembre).  E c'è quindi da aspettarsi che fino a quel momento gli italiani dovranno sopportare altre ipotesi e altri drammatici scenari.

E allora, stando così le cose sarebbe bene se, da qui a lunedì prossimo, il Premier in persona o qualche suo rappresentante (se giustamente Monti dovesse essere troppo impegnato) facesse sentire la sua voce per tranquillizzare, smorzare, rasserenare senza per questo dipingere uno stato delle cose meno nero di quello che è in realtà.

Ribadiamolo una volta per tutte: la gente ha bisogno di certezze per quanto indigeste possano essere. In questi momenti di gravissima incertezza non ha certo bisogno di un toto-lacrime e sangue al giorno.  

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