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Maldini come Platini: i campioni al potere

Pubblicato da Enzo Bucchioni Lun, 18/02/2008 - 13:32

PAOLO MALDINI è un grande patrimonio per tutto il nostro calcio. Un tesoro di saggezza e intelligenza valorizzati da venticinque anni di carriera esemplare. Ora che smette, ci siamo permessi di avanzare una proposta modesta nelle intenzioni, ma grande come progetto: lo abbiamo candidato alla presidenza della Federcalcio. Il primo a raccogliere l’idea che potrebbe essere anche una grande provocazione per i Dinosauri che governano il nostro calcio, è stato un altro dei monumenti del nostro pallone, il grande Gigi Riva campione inimitabile e da anni dirigente accompagnatore della Nazionale campione del mondo.
Stuzzicato da un intervistatore esemplare come Mario D’Ascoli, Gigirriva (come scriveva Brera) ha dato forza alla nostra iniziativa con motivazioni che condividiamo appieno. Se è facile giudicare Maldini per tutto quello che ha fatto sul campo, più difficile apprezzare il valore dell’uomo. Gigi Riva che lo ha frequentato in anni e anni di ritiri azzurri, lo esalta proprio per quello che potrebbe fare fuori dal campo. Oltre ai piedi è un uomo con una grande testa che potrebbe mettere al servizio di tutto un movimento che non ha ricambi, che non esprime da vent’anni niente di nuovo.
Se Platini è diventato presidente dell’Uefa, se Beckenbauer è stato presidente della Federazione tedesca e presidente del comitato organizzatore dei mondiali del 2006, è logico e dovrebbe essere banale che un tipo come Paolo Maldini sia destinato a una grande carriera dirigenziale. Ma il nostro non è un paese normale, Rivera è sempre stato tenuto ai margini per non disturbare il manovratore.
Candidare Maldini sarebbe un grande passo in avanti per tutto un movimento conservatore e autoreferenziale che si è sempre guardato bene dal fare spazio a gente esperta, con idee e conoscenze precise. Da anni, però, i giocatori hanno preso coscienza che il calcio sono loro e nessuno come loro lo conosce a fondo. Albertini, guarda caso un altro del grande Milan, è il primo esempio di ex atleta diventato dirigente, ma non può restare isolato. Dopo quella di Riva ora ci aspettiamo altre investiture, speriamo solo che a maggio quando smetterà di giocare Paolo Maldini abbia voglia di indossare la giacca e la cravatta e di sedere dietro una scrivania. E’ un’idea, ci pensi.

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