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La Signora nel salotto buono, e la Fiorentina ringrazia

Pubblicato da Enzo Bucchioni Dom, 13/04/2008 - 15:37

UNA VOLTA si giocavano la Champions, oggi che più banalmente giocano per andare in Champions, il Milan che perde ma anche la Juve che vince hanno la faccia velata dalla malinconia e la testa piena di ricordi. Un po’ come succede ai partecipanti di quei tristi raduni di classe cinquant’anni dopo la fine della scuola. Juve e Milan. Milan e Juve. Per qualcuno "come eravamo", per altri "come aggiustavamo". Ma questo è un altro discorso, più lungo e più difficile.
Juve e Milan che hanno fatto la storia per quindici anni, ora faticano a fare la cronaca. I bianconeri hanno un grande carattere, ma non sono una grande squadra. I rossoneri sono un museo vivente alla ricerca di una madame Tousseau disposta a trovare una stanza per ospitarli. Simic tolto dalla naftalina è il simbolo di un disagio infinito. La doppietta di Inzaghi è solo un Gerovital che dura poco: in attesa di Ronaldinho cala implacabile il sipario sugli Invincibili.
Invece l’antipatico Ranieri sempre alla disperata ricerca della simpatia, ha dato alla nuova Juventus un cuore da maratoneta e una tenacia da navigatore solitario. Questa è una squadra forgiata nella sofferenza e nell’umiliazione degli ultimi anni, da Regina è diventata operaia, ma non molla: è ancora Regina dentro.
Dall’antica classe spuntano Del Piero e Camoranesi, i muscoli di Sissoko aiutano, ma Tiago è solo una mozzarella alla diossina. La difesa balla con i Diavoli, ma Pinturicchio gioca meglio oggi di quando aveva vent’anni. Prima o poi ci spiegherà come ha fatto, intanto trascina questa Juve a una vittoria che spiana la strada verso l’Europa che conta due anni dopo avere visto l’ Apocalisse. E’ un’Europa di seconda fascia, ci saranno dei preliminari da fare, ma l’estate scorsa sui bianconeri nessuno avrebbe scommesso un centesimo. Noi compresi.
Nel suo genere è una piccola grande impresa e non è un caso se i gol di stasera portano la firma proprio della classe di Del Piero e della ruvida, instancabile energia di Brazzo. La Fiorentina naturalmente ringrazia. Questo strano destino che cambia le carte e la storia, ha costretto la squadra di Prandelli a tifare proprio per la Juventus, la meno amata delle rivali. Per i viola diventa più facile la sfida con l’Inter e quattro punti di vantaggio sui rossoneri a cinque giornate dalla fine della stagione sono molto più di un tesoretto. Quasi una rendita in una grande banca europea.

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