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Abete, ci dica se la Figc ha speso 1.500.000 euro per regalare biglietti omaggio di Germania 2006

Pubblicato da Enzo Bucchioni Gio, 31/01/2008 - 19:50

di Enzo Bucchioni

CHE ARBITRO volete? Biondo, moro, alto o basso? L’ultima chicca che arriva dal pianeta calcio è il «questionario» proposto da Claudio Ranieri, allenatore pro-tempore della Juventus. Già che ci siamo, Renato Mannheimer potrebbe fare il designatore. Che la situazione del pallone sia grave, ma non seria lo dimostra anche l’ultimo numero del «Guerino».
Con un’inchiesta esemplare il direttore Matteo Marani rivela come la Federcalcio del commissario Guido Rossi durante i mondiali di Germania del 2006 abbia regalato un «pacco» enorme di biglietti sperperando denaro pubblico per un valore complessivo di 1.356.751 euro. Traducendo, circa tre miliardi di vecchie lirazze buttate al vento. E ora non ci vengano a dire che volevano festeggiare il trionfo azzurro.
Il professor Guido Rossi, l’uomo che doveva risanare il pallone, che ha celebrato i processi di Calciopoli in dieci minuti, distrutto la storia di alcune società e la reputazione di molti con intercettazioni discusse e discutibili (per capire basta leggere l’intervista a Fabio Ghioni della Telecom su Libero Mercato di ieri), è scivolato nei suoi stessi uffici su un affare da Prima Repubblica. Marani ipotizza anche che dietro questa vicenda ci possa essere una sorta di «bagarinaggio» dei biglietti omaggio. Insomma, roba seria.
Un bel giallo e un ottimo scandalo o presunto tale sul quale indagare. Il «Guerino» non ha una tiratura milionaria da «Asahi Shimbun», ma è distribuito in tutte le edicole italiane. Con curiosità abbiamo atteso un comunicato della Federcalcio. Il presidente Giancarlo Abete non c’entra nulla, ma qualcosa dovrebbe spiegare. Un’inchiesta interna sarebbe auspicabile, come sarebbe logico un interessamento del procuratore federale Palazzi. Aspettiamo fiduciosi, del resto si sa: Palazzi è bravo, ma lento.
Non vogliamo infine scomodare la magistratura ordinaria spesso impegnata in inchieste spettacolarmente inutili, ma se qualche giudice trovasse tempo per una vicenda così oscura non sarebbe male. Per ora il silenzio è una cortina impenetrabile, ma comprensibile: disturbare il manovratore non conviene. «Cambiare tutto per non cambiare niente» è la regola non scritta nel calcio dei Matarrese & C. Del resto lo stesso professor Rossi ebbe a dichiarare appena uscito dalla Federazione: «Per ripulire il calcio mi avevano detto di buttar fuori qualcuno, l’ho fatto ma non è cambiato niente». Come volevasi dimostrare.

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