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Nel nome degli Afterhours

Pubblicato da Andrea Brusa Mar, 13/05/2008 - 13:02

Mentre qualcuno si diverte a farci credere che la musica italiana è quella che passa a X Factor attraverso le uguole (ugole?) dei giovani più vecchi che abbiamo mai ascoltato, ecco piombare nella classifica degli album più venduti in Italia gli Afterhours di quell'adorabile monello del rock che è Manuel Agnelli. L'evento (perché di evento si tratta in un'Italia così maleducata musicalmente parlando) va al di là del semplice successo dell'album (a proposito Manuel, geniale quel titolo 'I milanesi ammazzano il sabato' storpiatura del libro di Giorgio Scerbanenco 'I milanesi ammazzano al sabato'). E' il successo di un percorso musicale partito nei sotterranei dell'alternative rock italiano, un viaggio sempre coerente ed originale fatto di chilometri e sudore su palcoscenici anche improbabili, uno schiaffo a un mercato usa e getta che esalta tour da tre date in stadi e palazzetti e dimentica le centinaia di concerti fatti da band 'on the road' in locali e piazze di tutta Italia. La scoperta degli Afterhours anche da parte del grande pubblico è semplicemente da archiviare come una delle più belle notizie degli ultimi anni, una vera e propria rivincita per tutte quelle band che, come gli Afterhours, negli anni hanno resistito alle facili sirene del successo subito e a tutti i costi e che hanno pazientato accettando con un amaro sorriso sulle labbra quelle vagonate di boy band o lolite pop dell'ultim'ora che hanno fatto la fine che tutti sappiamo: dimenticate.

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