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L'ultimo Sorpasso

Un anno fa, in occasione del suo novantesimo compleanno, incontrammo Dino Risi. Ci raccontò della morte, che aspettava senza timore; del suo cinema, delle donne che aveva amato. L’uomo del cinema leggero, della risata, dell’ironia, del disincanto. Il signore della commedia all’italiana parlava spesso della morte. Ma non ne aveva paura. “Sono molto curioso di quel momento. Ho l’impressione che torneremo su questa terra in qualche modo.

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Il Che Guevara del calcio

Si chiamava “Calci, sputi e colpi di testa”. Era il libro di un calciatore di 26 anni, Paolo Sollier, attaccante del Perugia dei miracoli. Quello passato dalla serie B al vertice della serie A. E lui, Sollier, grande corsa, combattività, fiuto del gol, ne era uno dei leader. Leader anche fuori dal campo. Uno dei pochi calciatori impegnati politicamente.

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Il Che Guevara del calcio

Si chiamava “Calci, sputi e colpi di testa”. Era il libro di un calciatore di 26 anni, Paolo Sollier, attaccante del Perugia dei miracoli. Quello passato dalla serie B al vertice della serie A. E lui, Sollier, grande corsa, combattività, fiuto del gol, ne era uno dei leader. Leader anche fuori dal campo. Uno dei pochi calciatori impegnati politicamente.

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Figurine

Era il 1970. Una cucina, un cortile. Io parcheggiato mattina e pomeriggio con la tata, che veniva da un paese piccolo vicino a Pisa, e che diceva: “Figlioli?

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Andreotti 8 1/2

  Io non ho simpatia per Giulio Andreotti. Per la sua Italia. Per quello che sembrava “normale” quando ero piccolo, e poi quando ero ragazzo. Ma trasformarlo in un fumetto dark, in un pagliaccio inquietante, come ha fatto Paolo Sorrentino nel suo film, no. Gli spari a ritmo di rock, il suo scivolare grottesco lungo i muri, la sua maschera diabolica e imperturbabile. Un cartone animato con degli attori in carne e ossa.

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Un mare di bene. Star "benefiche" a Cannes

Madonna viene a Cannes, e presenta un documentario da lei prodotto sui bimbi orfani del Malawi. Jude Law viene a Cannes e presenta “The Day After the Peace”, il film sulla giornata della pace, che ha girato in Afghanistan. Bono, leader degli U2, presenta “La terza onda”, il documentario sulla ricostruzione di un villaggio in Sri Lanka dopo lo tsunami del 2004.

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Non e' un gran Che

A Cannes. A vedere l'attesissimo film sul Che Guevara di Steven Soderbergh. Che e', tra gli autori di cinema americani, quello che piu' vuole essere europeo. E che piu' si sente 'autore'. Bravo, Steven. Sei un ragazzo del '63. Quando Che Guevara faceva il suo discorso alle Nazioni Unite, avevi un anno. Come me. Quel mondo non l'hai vissuto. L'hai soltanto visto, da lontano, come me. Ma questo non vorrebbe dire niente. Pero' qualcuno te lo dovrebbe dire, che non basta un sigaro cubano per fare un Che Guevara.

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Nel caos non calmo di Cannes

Nel caos per niente calmo di Cannes, tra Brad Pitt che arriva sul red carpet, Sean Penn che presiede la giuria ma presenta anche un film che gli sta a cuore, gente che va e viene con macchine fotografiche, treppiedi, telefonini, file di Ferrari che vanno a passo d’uomo, poliziotti, Limousines, giovani in smoking o ragazze in abito da sera costosissimo a mendicare un biglietto che non hanno per la “prima” di questo o quel film, c’e’ anche la rivista piu’ importante del cinema mondiale, “Variety”, che spara in copertina: oggi “Miracolo a Sant’Anna”.

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Un viaggio nel tempo. Per pochi euro

il Museo Stibbert, a Firenze, è una macchina del tempo. E’ un sogno a occhi aperti. E’ una specie di Disneyland senza i popcorn e lo zucchero filante. E’ un tuffo nel Medioevo, a cento metri da casa. Ma nessuno, o quasi, se n’è accorto. Non se ne sono accorti i turisti, che continuano a scivolare nel loro quadrilatero di passaggi obbligati: Uffizi-Accademia-Piazza Signoria-Ponte Vecchio, e dimenticano sistematicamente di alzare un po’ lo sguardo.

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Il James Dean del Forte

Era il povero ma bello. Ciuffo sprezzante. Fisico da spiaggia. Sandali e abbronzatura. E quello sguardo da duro, con una spruzzata di malinconia. Cocktail versiliese di seduzione, charme, sapore vero di dopoguerra. Renato Salvatori era questo, e altre cose ancora. Un apuano diventato “romano de Roma” per esigenze di copione. Un James Dean di Forte dei Marmi. Anzi, di Seravezza. L’Yves Montand della Capannina.

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