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Selvaggia, una fiorentina a Bollywood

Pubblicato da Giovanni Bogani Dom, 10/08/2008 - 16:10

E’ fiorentina, si chiama Selvaggia, dirige un festival di cinema indiano a Firenze, ed è diventata “attrice per caso” in un film di Bollywood. Uno di quei film che si producono in India, e che fanno impazzire folle di spettatori, come da noi non se ne vedono più. Una vera e propria commedia-blockbuster, prodotta dalla Warner Bros India, che sta per uscire a Delhi, a Mumbai e in tutto il subcontinente indiano.

 

            Al suo ritorno, nella fiorentinissima piazza Santo Spirito, chiediamo a Selvaggia – trentacinque anni e una travolgente carica di ottimismo – come è andata. “Io a Mumbai vado spesso, per vedere i film da portare al mio festival. e ovviamente conosco molti registi, molti produttori, molti attori. Ma mai e poi mai nella vita avrei pensato di finire in un film di Bollywood!”, ride. “La produzione mi ha detto che stavano cercando un’europea per alcune scene, poi mi hanno guardata e mi hanno detto: ma perché non provi tu? Ho ricevuto un copione in inglese, ho recitato con alcuni di questi ‘belli’ del cinema indiano. E trovarmi sul set, per una volta davanti invece che dietro le quinte, non è stato niente male”.

 

            Il film si chiama “Saas Bahu Aur Sensex”, che vuol dire “La suocera, la nuora e la Borsa valori”. Uscirà in India in settembre. Nel cast, uno degli attori comici più importanti dell’India, Farooq Sheikh, e la supersexy diva Tanushree Datta. Le scene che ha Selvaggia sono con Sudanshu Pandey, che è una star della tv indiana.

 

            Paura del debutto? Neanche per sogno. “L’ho vissuta tutta come un gioco, senza preoccuparmi affatto delle conseguenze: non pensavo agli spettatori, perché non potrò essere a Mumbai alla prima del film, e dunque non sarò ansiosa di sapere se applaudono, se ridono o se fischiano. Però mi sono divertita: e vedere adesso il trailer su youtube mi ha fatto ancora più impressione!”. Il trailer è, ovviamente, in hindi. Una comune amica indiana, vedendolo, è scoppiata in fragorose risate. Speriamo che sia buon segno, soprattutto per Selvaggia.

 

            Il suo festival, intanto, prosegue il cammino tra scoperte di autori colti e retrospettive dedicate ai grandi del cinema indiano di ieri. Si svolgerà dal 5 all’11 dicembre prossimi, a Firenze. Sarà l’edizione numero sette. Tutto è nato dalla passione per l’India di Selvaggia. “Adoro tutto di quel paese: dal cibo in giù. Il chicken vindalu mi fa impazzire, mi piacciono i gioielli indiani, mi piace il loro modo di vestire, la semplicità e la spontaneità dei rapporti umani, mi piace il calore di quella gente. Insomma, gli indiani mi fanno stare serena, mi trovo benissimo in mezzo a loro, anche perché non discriminano mai nessuno. Sono un popolo intelligente e accogliente, hanno la gentilezza come qualità innata. E spesso gli indiani hanno un cuore grande. Si vede anche nei film che fanno. Certo, non tutti…”. L’India è il maggior produttore mondiale di film, con gli oltre mille lungometraggi prodotti ogni anno. Molto più di Hollywood. Selvaggia ha scelto bene il suo serbatoio inesauribile di storie e di star.  

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