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Cattivi pensieri / Berlusconi e il suo governo all'ombra dei giardinetti

Abituato alle luci del gran varietà, all'umore del cavalier Berlusconi non deve far bene il cono d'ombra in cui è precipitato dopo aver dato le inevitabili dimissioni da premier.

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Il miracolo del professor Monti: ad ascoltarlo sembra già di vivere in un Paese normale

E' ufficiale: l'Italia ha un nuovo governo. E' quello guidato dal professor Mario Monti, il governo che tenterà (e tutti gli italiani di buona volontà devono sperare nella riuscita) di tirarci fuori dai guai. Il professor Monti e i suoi ministri hanno giurato poche ore fa davanti al presidente Napolitano che ha espresso viva soddisfazione per il nuovo esecutivo. Un esecutivo composto esclusivamente da tecnici, con la politica che questa volta è rimasta fuori dalla porta.

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"Fiducia a Monti senza se e senza ma". Tutta la Casta dovrebbe seguire le indicazioni del Terzo Polo

"Daremo il nostro appoggio al governo Monti senza se e senza ma". Le parole di Francesco Rutelli che parlava a nome del Terzo Polo sono quelle che più mi sono piaciute in questi giorni. Parole che denotano come forse solo quelli del Terzo Polo (Casini in primis) abbiano capito come la situazione dell'Italia in questo momento non sia grave ma gravissima. Un Paese che rischia davvero molto se non provvede per tempo ad avere un nuovo governo dopo le dimissioni del premier Berlusconi.

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Prima di arrabbiarsi per gli insulti il Cavaliere dovrebbe fare esercizio di memoria

Meraviglia davvero che Berlusconi si sia potuto risentire per l'accoglienza riservatagli sabato scorso all'uscita dal Quirinale e poi davanti a Palazzo Grazioli dopo che aveva dato le dimissioni  da presidente del Consiglio. Cosa si aspettava l'ex Premier dalla gente che affollava strade e piazze di Roma e che festeggiava la sua caduta? Invece che urla, fischi e monetine si aspettava forse applausi e frasi di incitamento e di congratulazioni?

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Cattivi pensieri / E' finita la rivoluzione liberale

12 - 11 - 11, ore 21,42: Berlusconi si è dimesso, cala il sipario sulla più pubblicizzata rivoluzione liberale dall'Unità d'Italia a oggi. Il Cavaliere voleva ridisegnare l'architettura istituzionale del nostro Paese, non è riuscito a liberalizzare neppure gli orari degli ortolani. Sic transit gloria mundi.  

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Di Pietro su Monti spacca l'opposizione:disastrose prove tecniche di un governo di sinistra

Credo in Mario Monti. Al di là del suo splendido curriculum. Non so perché, ma è un personaggio che mi ispira fiducia, penso che sia uno che possa riuscire a tirare fuori l'Italia dal pantano (anche morale, non solo economico) in cui l'hanno fatta precipitare Berlusconi e i suoi scudieri. Credo in Mario Monti, neosenatore a vita, perché se è stato scelto dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, eroe di questi giorni tumultuosi, vuol dire che ha grandi e reali qualità.

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Cattivi pensieri / Trame, riunioni e progetti: attenzione, Berlusconi non si è ancora arreso

Mi fiderò di Berlusconi, solo quando lo vedrò da solo su un'isoletta dei Caraibi senza cellulare, telefono fisso e senza mezzi di trasporto. Neanche una motocicletta d'acqua.

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No, è meglio che Berlusconi non guardi negli occhi i "traditori". Potrebbe leggerci cose terribili

Berlusconi dice che non darà mai le dimissioni. Che se un giorno dovesse cadere lo farebbe in Aula, davanti ad un voto negativo per la sua maggioranza. E dice anche che vuol vedere in faccia chi potrebbe votargli contro. Guardare in faccia i (da lui definiti) "traditori", in contrapposizione agli eroi scilipotiani, quelli che il 14 dicembre dell'anno scorso, con il loro repentino cambio di casacca e il loro voto, hanno salvato il governo e hanno protratto l'agonia dell'Italia fino ad ora.

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Cattivi pensieri / Ma che fine ha fatto il ministro dell'Ambiente?

Genova e le Cinque Terre sott'acqua. Morti e distruzione. E la rabbia dei cittadini per le alluvioni che sono sempre più frequenti e che seminano tragedie. Morti anche al Sud, una vittima anche all'Isola d'Elba. Tanta paura a Torino e lungo tutto il corso del Po. Insomma, ancora una volta, l'Italia è squassata da fiumi in piena, tempeste e mareggiate.

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Da alluvionato a alluvionati: forza, coraggio e diffidate della Casta. Lettera agli amici di Genova

Il solito copione che si rinnova ad ogni alluvione. Cambiano i nomi dei protagonisti: una volta è il Tanaro, una volta il Po, una volta la Bormida, una volta è il Bisagno, una volta il Fereggiano, una volta l'Arno, una volta sono torrenti sconosciuti ai più. E cambiano anche i palcoscenici: una volta è Genova, una volta le Cinque Terre, una volta il Polesine, una volta Firenze, una volta i paesi della Campania.

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