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Cairo piazza Tahrir, la rivoluzione francese del mondo arabo

ORMAI nel palazzo presidenziale di Heliopolis è rimasto un simulacro del faraone che ha dominato per 31 anni l’Egitto. Ieri si sono inseguiti annunci e smentite sulle dimissioni di Hosni Mubarak dalla presidenza della sua creatura politica, il Partito Nazionale Democratico, che controlla il 97 per cento dei seggi nella Camera bassa. Incurante, il raìs presiedeva un summit di ministri dedicato al cataclisma economico: l’Egitto dal 25 gennaio sta perdendo 300 milioni di dollari il giorno.

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Intervista: "Serve un leader forte o in Egitto rischiamo una teocrazia"

"MUBARAK per noi rappresenta la continuità rispetto ai trattati di pace. L’unica consolazione è che la nuova leadership del Paese avrà per diverso  tempo problemi interni così gravi che non potrà occuparsi di esportare radicalismo o, peggio, conflitti". Raanan Gissin, ex consigliere politico  nonché portavoce di Ariel Sharon, e ora commentatore autorevole di Al  Jazeera, è preoccupato e dispiaciuto. 

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Haiti: "Il colera è peggio dell'Aids"

 

Port au prince – Vesta Colin, 47 anni, guarda il corpo quasi esanime del marito e non riesce a darsi pace: “Jilnes ha bevuto solo l’acqua del nostro pozzo. Il colera è peggio dell’Aids, non ti concede neppure il tempo di cercare di combatterlo”.

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Veronica torna a camminare anche grazie ai lettori

 

Haiti – Veronica Dezir, 3 anni, arriva con uno strano passo saltellante sull’unica gamba sana, si fa per dire, la destra. La sinistra, quella che dopo il terremoto del 12 gennaio fu devastata dalla cancrena e quindi amputata oltre il ginocchio, ha una protesi un po’ troppo corta.

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Cairo, il fisioterapista di Kabul: "Nessuno può vincere, è l'ora del dialogo"

 

A Kabul è approdato per caso. Si aspettava l’Africa, Juba per la precisione, un posto sperduto del Sudan. Invece nel 1990 è arrivata “la decisione più benedetta del Comitato della Croce Rossa Internazionale”. “Il mio mestiere è fare braccia e gambe. Sono fisioterapista. E altro, quando necessario”.

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Il generale Berto: "Più truppe sul terreno, più attacchi"

 “Più truppe sul terreno comportano più attacchi. E duro a dirsi, specie in una giornata come questa. Io credo che succeda da noi quello che sta accadendo in tutto l’Afghanistan”. Claudio Berto è il generale che comanda la Brigata alpina Taurinense, dal 20 aprile nerbo portante del contingente italiano in Afghanistan. I quattro militari uccisi erano ai suoi ordini.

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Il vento di destra soffia sulla Svezia

“La Svezia ha un problema/ un tumore che cresce sempre di più./I politici finora hanno sbagliato tutto./Sono stati vili e non hanno osato affrontare un problema sociale./ Rubano i nostri posti di lavoro e si comportano come scimmie./

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Banchi israeliani vuoti all'Onu, gelo fra Obama e Netanyahu

Nessuno, neppure un isolato funzionario israeliano di basso rango era seduto sui banchi dell’assemblea generale dell’Onu mentre parlava il presidente degli Stati Uniti. Il gelo fra Barack Obama e il governo di Benjamin Netanyahu è diventato un fatto televisivo e simbolico.

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Il sangue non fermi il processo di pace fra Israele e palestinesi

 

Le mappe sono sorprendenti nel dettaglio. Sono quelle che il ministro degli esteri Ehud Barak ha esibito in questi giorni, probabilmente una versione rivista e assai poco corretta di quelle sulle quali nel 2000 a Camp David non raggiunse un accordo con Arafat.<!--break-->

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Netanyahu di fronte al dilemma Shalit

 

Israele non finisce mai di stupire. Ventimila persone hanno accompagnato la marcia dei genitori di Gilad Shalit, il caporale di 24 anni rapito da Hamas a Gaza nel 2006, dalla loro casa in Galilea alla residenza del primo ministro Benjamin Netanyahu a Gerusalemme.

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