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Quel naso mozzato è simbolo del fallimento dell'Occidente in Afghanistan

Naso e orecchie mozzati, abbandonato in un lago di sangue sul ciglio della strada. Lal Mohammed, 40 anni, contadino hazara (ndr. di origine mongola) e padre di otto figli ha pagato questo incredibile tributo di sangue per la semplice e banale intenzione di esercitare il diritto al voto. Tre talebani pashtun lo hanno sorpreso sulla strada che portava dal suo villaggio di montagna, Galpagel nella provincia afgana di Uruzgan, al seggio aperto a Sheran. Gli hanno trovato un certificato di registrazione come elettore. Nelle settimane precedenti avevano avvertito la popolazione.

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Il comandante della Folgore: "La popolazione è il nodo cruciale per vincere"

 

“Servono gli occhi lunghi, gli occhi lunghi dei Predator”. La voce di Rosario Castellano, generale di brigata, comandante della “Folgore”,  arriva da Herat, il fulcro dello schieramento militare italiano nell’Afghanistan occidentale. Parla da “Camp Arena” la base allestita nel perimetro dell’aeroporto.

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L'Occidente a Kabul sulla strada giusta. Meglio tardi che mai?

 

Accarezzando la protesi della gamba maciullata da un triciclo – bomba, uno zarang come i tanti che sobbalzano per le strade di Herat, il maulawi Hibbatullah Fazili sulla soglia della splendida moschea blu ci scandiva la parola cruciale per tutti gli afgani: “Certo, voi italiani avete realizzato qualche opera qui, ma la sicurezza è molto, molto più importante”.

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Il fragile Afghanistan visto da Kabul

 

“La bakshish, la mancia, è sempre stata un’istituzione implicita e scontata. Ma adesso bisogna scucire perfino per pagare le bollette, la luce, l’acqua o il pattume”. Si paga perfino per i processi, perché il tuo faldone non finisca in fondo al mucchio. O per farsi operare.

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Le donne riscoprono corpo e sesso, tabù del mondo musulmano

 

Mani sapientemente incrociate in zona strategica sul nudo femminile di copertina del secondo numero, quello di marzo. Dalla lettera iniziale in caratteri arabi di “Jasad”, il “Corpo”, pende una manetta chiusa.

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Bombardare l'Iran? Meglio per Israele una filosofia di "deterrenza" da guerra fredda

 

Un’analisi meticolosa, 114 pagine del “Centro di studi strategici e internazionali” di Washington, sembrerebbe sconsigliare a Israele un bombardamento preventivo degli impianti nucleari iraniani. Il lavoro firmato da due esperti, Abdullah Toukan e Anthony Cordesman, prende in considerazione tutta l’intelligence più aggiornata sulla corsa all’atomo della teocrazia.

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Frattini si sottrae a un agguato diplomatico dell'Iran

 

Più che una visita era un agguato diplomatico. Il ministro degli esteri Franco Frattini è riuscito a divincolarsi in extremis dall’abbraccio mortale del presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad. L’uomo forte dei pasdaran voleva attirarlo in una trappola.

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Due donne candidate alla presidenza nell'Afghanistan tribale

 

Gas irritanti contro una scuola femminile. Il giorno dopo si sono presentate sui banchi solo 40 allieve su 600. E’ successo a nord di Kabul a Mahmud Raqi, capitale della provincia di Kapisa. Il sospetto è che gli autori dell’initmidazione siano talebani, anche se gli “studenti di Allah” smentiscono. “L’Afganistan è un paese nel quale la società tribale è ancora troppo forte”,

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Annullato in Arabia un matrimonio fra un cinquantenne e una bimba di otto anni

Vacilla un pilastro della società patriarcale saudita. Un matrimonio combinato fra una bimba di otto anni e un uomo di cinquanta, che aveva già due mogli, è stato annullato con una procedura extragiudiziale.

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Parla Pallotta, ala dell'Aquila rugby, angelo del terremoto

 

Il dettaglio più succulento ora è sommerso dall’onda della stanchezza e delle emozioni. “Le agenzie di stampa scrivono che mi sono caricato sulle spalle l’anziana signora con la sua bombola di ossigeno? Devo essere sincero. Non mi ricordo. Mi pareva che la bombola fosse stata recuperata in un secondo tempo…”.

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