Sul Cnt l'ombra di Gheddafi: "Processeremo i suoi killer". E il governo manda gratis alla Mecca le famiglie dei martiri.
TRIPOLI. LE FAMIGLIE dei ‘martiri’ della Rivoluzione avranno una ricompensa molto ambita dai credenti. La ministra libica per gli Affari sociali Hana al-Ghmati ha annunciato che quest’anno potranno andare in pellegrinaggio alla Mecca a spese dello Stato. A ogni coppia di genitori saranno anche versati dai 500 ai 1.000 dollari. I religiosi osservanti potranno così preparare i bagagli, indifferenti alle tempeste che li circondano. Un mercenario sudafricano che era con il raìs ha raccontato a Rapport «l’orgia raccapricciante» degli ultimi minuti del Colonnello: «Il poveretto urlava come un maiale».
IL NUOVO potere del Consiglio nazionale di transizione, il parlamentino dei rivoluzionari, stenta ad affermarsi nel sud del Paese. Ieri diverse decine di abitanti di Murzuk, una città vicina al confine con il Niger e con il Ciad, hanno manifestato davanti all’hotel Corinthia di Tripoli. Circa 500 mercenari gheddafisti sbandati e travestiti da insorti spadroneggiano nella loro città. Najim Abdullah Mohammed Jedi, 46 anni, fratello di un rivoluzionario caduto in combattimento, esibiva una grande foto di Ritage, una bimba di 7 anni straziata e uccisa nel suo quartiere. «Hanno già ammazzato 40 persone», ha spiegato. Al ministro della Giustizia Mohammed el-Ellaghi i cittadini arrabbiati di Murzuk hanno consegnato una petizione. In sostanza vorrebbero essere armati, se nessuno può difenderli dalle aggressioni dei pretoriani di Gheddafi.
In questo clima tutt’altro che sereno, mentre il consiglio di sicurezza dell’Onu ha deciso ieri che le operazioni militari in Libia dovranno concludersi il 31 ottobre, il vicepresidente del Cnt Abdel Hafiz Ghoga ha promesso indagini e un «processo equo» a chi ha ucciso il dittatore. Nel frattempo, il secondogenito del raìs, Saif al Islam, avrebbe addirittura sollecitato l’intervento di un elicottero per consegnarsi alla Corte penale internazionale dell’Aja. Al suo fianco è rimasto solo un pugno di mercenari sudafricani, gli stessi che hanno cercato di difendere anche il padre, che avrebbe tentato la sortita da Sirte perché pensava che la Nato non avrebbe mosso un dito per impedire il suo esilio. A circa 100 chilometri dalla città natale del tiranni, ieri sono stati scoperti 80 bunker, un deposito finora ignoto di armi chimiche.
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