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Sul Cnt l'ombra di Gheddafi: "Processeremo i suoi killer". E il governo manda gratis alla Mecca le famiglie dei martiri.

Pubblicato da Lorenzo Bianchi Sab, 29/10/2011 - 18:38

 TRIPOLI. LE FAMIGLIE dei ‘martiri’ della Rivoluzione avranno una ricompensa molto  ambita dai credenti. La ministra libica per gli Affari sociali Hana  al-Ghmati ha annunciato che quest’anno potranno andare in pellegrinaggio  alla Mecca a spese dello Stato. A ogni coppia di genitori saranno anche  versati dai 500 ai 1.000 dollari. I religiosi osservanti potranno così  preparare i bagagli, indifferenti alle tempeste che li circondano. Un  mercenario sudafricano che era con il raìs ha raccontato a  Rapport «l’orgia  raccapricciante» degli ultimi minuti del Colonnello: «Il poveretto urlava  come un maiale».

  IL NUOVO potere del Consiglio nazionale di transizione, il parlamentino dei  rivoluzionari, stenta ad affermarsi nel sud del Paese. Ieri diverse decine  di abitanti di Murzuk, una città vicina al confine con il Niger e con il  Ciad, hanno manifestato davanti all’hotel Corinthia di Tripoli.  Circa 500  mercenari gheddafisti sbandati e travestiti da insorti spadroneggiano nella  loro città. Najim Abdullah Mohammed Jedi, 46 anni, fratello di un  rivoluzionario caduto in combattimento, esibiva una grande foto di Ritage,  una bimba di 7 anni straziata e uccisa nel suo quartiere.  «Hanno già  ammazzato 40 persone», ha spiegato. Al ministro della Giustizia Mohammed  el-Ellaghi i cittadini arrabbiati di Murzuk hanno consegnato una petizione.  In sostanza vorrebbero essere armati, se nessuno può difenderli dalle  aggressioni dei pretoriani di Gheddafi.

 In questo clima tutt’altro che sereno, mentre il consiglio di sicurezza  dell’Onu ha deciso ieri che le operazioni militari in Libia dovranno  concludersi il 31 ottobre, il vicepresidente del Cnt Abdel Hafiz Ghoga ha  promesso indagini e un «processo equo» a chi ha ucciso il dittatore.  Nel  frattempo, il secondogenito del raìs, Saif al Islam, avrebbe addirittura  sollecitato l’intervento di un elicottero per consegnarsi alla Corte penale  internazionale dell’Aja.  Al suo fianco è rimasto solo un pugno di mercenari  sudafricani, gli stessi che hanno cercato di difendere anche il padre, che  avrebbe tentato la sortita da Sirte perché pensava che la Nato non avrebbe  mosso un dito per impedire il suo esilio. A circa 100 chilometri dalla città  natale del tiranni, ieri sono stati scoperti 80 bunker, un deposito finora  ignoto di armi chimiche.

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