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Muore Tantawi, rettore dell'università coranica del Cairo, uomo di dialogo e di compromesso

Pubblicato da Lorenzo Bianchi Gio, 11/03/2010 - 23:04

Con Sayed, il titolo riservato ai discendenti del Profeta, Mohamed Tantawi, rettore dell’Università Al Azhar del Cairo, la più antica del mondo islamico, scompare un conservatore moderato, un religioso di primo piano che era un pilastro portante del regime di Hosni Mubarak.

<!--break-->E’ stato stroncato da un infarto, il secondo della sua vita, a 81 anni, mentre saliva la scaletta dell’aereo che doveva riportarlo da Ryadh al Cairo. Le agenzie ricordano la sua recente condanna del niqab saudita, il mantello nero che copre le donne dalla testa ai piedi lasciando libera solo una fessura per gli occhi, una gran debacle per i fondamentalisti. L’altro precedente citato da tutti i dispacci è molto più discutibile. Nel 2003 disse effettivamente che il terrorismo “è nemico dell’Islam” con un distinguo fondamentale: “La guerra santa è lecita solo per difendere la propria terra”. Non era un rifiuto pregiudiziale e totale della violenza, ma un ombrello largo che poteva coprire anche i kamikaze, per esempio quelli palestinesi. Per questa ragione il rettore di Al Azhar non sarà ricordato come un coraggioso innovatore. Ora lo rimpiangono soprattutto i protagonisti del dialogo interreligioso, come il cardinale cattolico Jean Louis Tauran e Papa Shenouda, numero uno dei copti. Di sicuro peserà la mancanza del sano realismo del rettore di Al Azhar che lo spinse in passato a silurare un suo sottoposto autore di una  fatwa virulenta che assolveva in anticipo gli assassini dei soldati statunitensi lanciati nell’invasione dell’Iraq. L’Egitto assomiglia molto a un bastione tarlato. Il presidente Mubarak, che ha la stessa età di Tantawi, è appena uscito dalla terapia intensiva dopo l’asportazione della bile. Al suo ritorno in patria Mohammed El Baradei,ex direttore generale dell’Aiea, l’agenzia dell’Onu che lotta contro la proliferazione atomica, è stato accolto come un eroe nazionale. Potrebbe candidarsi alla presidenza. Fra le sue promesse c’è una modifica della Costituzione che piace molto ai Fratelli Musulmani. Il delfino naturale del Rais Mubarak, il figlio Gamal, di colpo si trova a percorrere una strada accidentata.

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