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Pechino, rivolta al mercatino dei falsi:<Basta controlli,vogliamo mangiare>

PECHINO - Solo in Cina. Al grido di «vogliamo la pagnotta!» decine e decine di commercianti cinesi che vendono serenamente falsi delle grandi marche internazionali, e che erano stati diffidati dal continuare a farlo, hanno scatenato una protesta a Pechino occupando lo studio legale che cura gli interessi di Gucci, Burberry, Louis Vuitton, Prada, Chanel e altre celebri griffes.

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C'era una volta la Cina in bici: ora è il primo paese produttore di auto, Usa sorpassati

Addio, caro vecchio paese delle biciclette. Due anni fa la Cina ha superato il Giappone diventando il secondo paese produttore di automobili. E quest’anno, udite udite,  potrebbe conquistare il primo posto. Le vendite di automobili hanno rallentato negli ultimi tempi in Cina, ma meno di quelle realizzate nel mercato statunitense.

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I passi che il Dragone deve ancora fare

Dopo un giorno di assoluto "silenzio stampa" in cui l'episodio del lancio di una scarpa contro il

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Nell'anno del Bue, ravioli al vapore contro la crisi

Centinaia di spettacoli pirotecnici per scacciare gli spiriti malvagi, cene in piazza da 12mila coperti per calmare gli spiriti della fame, dragoni danzanti per le strade e la classica sfilata allegorica detta "Danza del Leone" portata in giro per le strade di tuute le maggiori città cinesi. Ieri notte la Cina, lasciandosi alle spalle l'anno del Topo, è entrata rumorosamente nell'anno del Bue, secondo il calendario lunare che qui resiste nella tradizione accanto a quello gregoriano.

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Se Pechino censura Obama

Dicono che di questi tempi la terza carica in ordine di importanza, negli Stati Uniti -dopo il presidente e il segretario di Stato - sia quella di ambasciatore a Pechino. Obama sa bene che con il Dragone cinese prima o poi dovrà trattare. Ma non c'è dubbio che sarà un rapporto travagliato, e l'esordio non è stato, almeno in apparenza, dei più promettenti. I siti cinesi di news hanno infatti censurato ben due passaggi del discorso pronunciato da Obama in Campidoglio subito dopo il giuramento.

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Da Rosa a Barack, la rivoluzione in mezzo secolo

Era come se ci fosse anche lei sul Mall di Washington, martedì mattina. Era lì, in mezzo alla folla degli afroamericani che piangevano guardando il primo presidente nero posare la mano sulla Bibbia di Abraham Lincoln. Era lì, in tutte quelle facce attonite e felici, in ogni lacrima, in ogni battito di cuore.

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Obama e la Cina, sarà la "joint venture" del secolo?

Il governo cinese mette già in guardia contro le “facili mode”, tanto per mettere le mani avanti . Ancora nessuno a Pechino sa bene cosa aspettarsi dalla presidenza di Barack Obama e quindi la parola d’ordine è cautela e niente entusiasmi eccessivi. Eppure i cinesi, soprattutto giovani e intellettuali, sembrano riporre grandi speranza nel primo presidente nero della storia americana. Obama è già, quantomeno, uno strepitoso fenomeno editoriale.

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"Bamboccioni", anzi "piccoli imperatori": anche la Cina dice basta

Addio alla "one child policy", la politica del figlio unico in Cina? "Be', la nostra ricerca dimostra che il 70,7% delle donne vorrebbe avere due o piu' figli'', ha dichiarato al quotidiano China

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Alla riscoperta del "boom" economico nel triangolo d'oro dello Zhejiang

NINGBO (Zhejiang, Cina) – “Guardi, posso dirvelo papale papale?”. Certo, spari.  “Bene, il fatto è che qui in Cina si respira un’aria che in Italia si respirava tanti anni fa, forse addirittura negli anni Sessanta, quelli del boom economico. Da noi oggi gli imprenditori sano concentrati a superare la crisi, a tagliare, insomma a programmare solo riduzioni di spese. Qui è diverso.

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Beati i ricchi in Cina, ma senza esagerare....

SHANGHAI - D'accordo che essere ricchi in Cina ora va di moda, secondo i sani dettami di Deng. "E' bene che alcuni si arricchiscano prima degli altri e poi insegnino agli altri come imitarli".... Ma senza esagerare, però. Un funzionario di partito che viaggia con un orologio da 100.000 yuan, quasi 14.600 dollari, fuma  sigarette costosissime e va in ufficio in Cadillac è ancora un po' troppo dalle parti di Pechino e Shanghai.

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