• REGISTRATI!
  • Già registrato? ACCEDI!
Registrarsi consente di pubblicare i tuoi commenti o di aprire il tuo blog

Login utente

header

Dio stramaledica...i francesi. Ma forse, turandosi il naso, hanno ragione loro

Diciamocela chiara:i francesi non ci hanno mai fatto impazzire dalla simpatia. E ora che alzano un muro contro i "loro" tunisini -  gente che parla francese - dando così un sonoro calcio alla Fraternité e all' Egalité in nome della loro Liberté, ci suscitano perfino indignazione. Finitela, s'il vous plait, e dateci una mano.

salva e condividi

2011, la Germania prende il volo. E noi? Bè, intanto cerchiamo un parcheggio...

Dopo aver girato inutilmente per mezz’ora alla ricerca di un parcheggio nei pressi di una stazione ferroviaria dell’hinterland milanese - e dopo aver deciso di affrontare il rischio della multa non senza una certa sensazione di euforìa, quasi fossi Robin Hood che sfida il perfido sceriffo di Nottingham - mi sono letto l’articolo scritto dal nostro Roberto Giardina (Il Giorno, La Nazione, Il Resto del Carlino, pag. 13 di martedì 28) e intitolato “La Germania vola perché rispetta i patti con i cittadini”.

salva e condividi

Gli infiltrati?Vedere alla voce Joe Pistone...

Vivono la vita di altri, la vita di persone che non esistono. Si fingono rapinatori, narcotrafficanti, mafiosi, a volte anche estremisti o terroristi. Per farlo, per non bruciarsi, spesso per non essere ammazzati come cani, sono costretti a tagliare i ponti con mogli, fidanzate, figli. A volte per mesi. Altre,  per anni. E una volta finito il lavoro devono magari nascondersi per sempre, trasferirsi, cambiare nome, vivere ancora altre vite.

salva e condividi

Caro mister WikiLeaks, lo sa che sarebbe un bel personaggio per Fleming?

Allora, proviamo a mettere qualche punto fermo su questa baraonda scatenata da Wikileaks. Chi dice che non c’è nulla di nuovo in quei 250mila documenti dati in pasto prima al New York Times e allo Spiegel e poi al web ha ragione. Ma ha ragione anche il ministro Franco Frattini a parlare di una specie di «11 settembre della diplomazia». Per carità, non per i “wild parties” di Berlusconi o la sua definizione di «portavoce di Putin», non per «l’inaffidabile» Sarkozy e neppure per Ahmadinejad paragonato a Hitler.

salva e condividi

Ci vorrebbe il cocainometro. E allora altro che cento arresti

La squadra mobile milanese ha fatto un gran lavoro mettendo in gabbia un centinaio di mafiosi dell’Est che rifornivano Milano di cocaina. Ma non basteranno mille arresti se non si riflette a fondo su quello che ha detto Mario Venditti, uno dei magistrati che hanno coordinato le indagini. «Una richiesta altissima, quella della provincia lombarda, in grado di assorbire così tanta droga da scongiurare conflitti per il controllo del territorio».

salva e condividi

Addio Luca, uomo qualunque ucciso da una città sfigurata

Addio, Luca. Ti gridavano “bastardo” mentre ti massacravano di botte quel 10 ottobre in Largo Caccia Dominioni, zona «franca» di Milano, l’hanno chiamata,  dove chi pesta a morte un “forestiero” viene difeso da massaie urlanti come si fosse in un feudo della Camorra, dove la gente per bene che parla con la polizia viene minacciata, dove i fotografi che scattano immagini dopo un fatto così grave vengono presi a bastonate.

salva e condividi

MILANO, SUD EUROPA Treni pendolari come carri bestiame. Vergogna, Trenitalia

Zecche? Probabilmente ce ne sono plotoni. Sporco? E’ un eufemismo. Cattivi odori? Una discarica al confronto è un piacevole relais di campagna. Eccoli i treni dei pendolari, come dire i nuovi diseredati. i viaggiatori più insultati e vituperati, quelli che non spendono 60 euro per andare da Milano a Bologna ma "solo" 50 euro al mese di abbonamento, e quindi si possono trattare da pezzenti.

salva e condividi

Una missione "necessariamente militare". E la lezione di un padre

«Erano in Afghanistan, partecipando ad una missione necessariamente militare e nello stesso tempo civile e costruttiva, non per recare offesa alla libertà di un altro popolo nè per risolvere con la guerra una controversia con quel paese: ma per rispondere all’appello di quelle organizzazioni internazionali, di cui parla l’art. 11 della nostra Costituzione, impegnate ad assicurare la pace e la giustizia fra le nazioni».

salva e condividi

"Stefania non parlare". "Quel tassista doveva farsi gli affari suoi". E questo sarebbe il Nord?

«Via, andatevene, è meglio se vi fate gli affari vostri». «Anche il tassista era meglio se si faceva gli affari suoi, se capiva che non era aria». «Stefania, non parlare». Minacce ai giornalisti. Minacce a chi osa collaborare con la polizia. Bastonate ai fotografi che scattano immagini dell’auto bruciata a un testimone.

salva e condividi

Milano, il tassista e il branco: bisogna rispondere alla paura della gente

Eravamo pronti a scommettere sulla levata di scudi sulla levata di scudi di un esercito di cinofili arrabbiati, e invece no. Sì, qualche idiota ha inneggiato al pestaggio del tassista, ma in percentuale ininfluente rispetto alla massa di navigatori che sul giorno.it hanno individuato i due veri problemi sollevati dal fattaccio di largo Dominioni: primo, la diffusa inosservanza delle regole da parte dei proprietari dei cani, niente guinzaglio, niente museruola, eccetera.

salva e condividi
Syndicate content