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In Cina cresce tutto. Ora si è allungata perfino la Grande Muraglia...

SHANGHAI - Tutto cresce, in Cina, dal Pil alla popolazione, dal reddito pro capite al rapporto auto per abitante. Certo, sentire che anche la Grande Muraglia cresce, be',  fa un certo effetto.

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E ora tocca anche a Pechino fare i conti con gli "stati canaglia"

Obama parla apertamente di "provocazione", dimostrando pochi dubbi sul fatto che il missile Taepodong-2, appena lanciato dai coreani del Nord, lungi dall'essere un innocuo vettore portasatelliti, sia un realtà il test di un vero e proprio missile balistico intercontinentale in grado di trasportare testate nucleari e colpire stati americani come l'Alaska o la California.

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Pechino arresta altri cento monaci. Ma prima o poi dovrà cambiare strada

Nel Qinghai, provincia abitata in maggioranza da tibetani,  la stretta delle autorità continua. La polizia cinese ha arrestato altri 95 monaci del monastero di Rabgya, dopo che centinaia di persone avevano attaccato una caserma della polizia causando il ferimento di alcuni agenti.

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Lasciate che Lhasa torni a essere soltanto Lhasa

Ora Pechino medita addirittura di ridisegnare Lhasa, come se la capitale del Tibet non fosse già stata abbastanza ridisegnata da anni di immigrazione cinese "agevolata": nel senso che i commercianti cinesi emighrati in Tibet godono di privilegi fiscali che i tibetani non hanno.

Insomma,  secondo la stampa cinese, nei prossimi undici anni Lhasa diventera’ una citta’ ‘’economicamente prospera, ecologica, moderna, con vive caratteristiche culturali e profonde tradizioni etniche’’.

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Il Tibet tra paura e voglia di libertà

Il presidente cinese Hu Jintao lo conosce bene il Tibet. Nel 1989 fu lui, allora governatore della regione, il primo a usare il pugno di ferro e a imporre la legge marziale quando i monaci tentarono di ricordare pacificamente il trentesimo anniversario della rivolta anticinese del ’59, finita con migliaia di morti e l’esilio del 14° Dalai Lama, Tenzin Gyatso. Oggi, mezzo secolo dopo, nulla è cambiato. Neppure i toni. Ieri Hu, di fronte all’assemblea nazionale del Popolo, il “parlamento“ cinese, ha evocato la creazione di «una Grande Muraglia di stabilità intorno al Tibet».

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A Shanghai la "Città dell'Uomo" parla italiano

SHANGHAI va matta per il suo padiglione italiano. La «Città dell’Uomo» immaginata dall’architetto Giampaolo Imbrighi è già diventata un simbolo dell’Expo 2010, evento che nelle intenzioni del governo cinese dovrà oscurare anche le Olimpiadi di Pechino. «Better city, better life», il tema è questo. Ed è il tema di sempre, il più complesso: come conciliare il progresso con l’uomo.

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La Cina apre le porte di Taipei. E richiude quelle di Lhasa

"La Cina e' ''pronta a dialogare' sui problemi politici e militari'' con l' isola di Taiwan. Non è stata un'apertura da poco quella che il premier cinese Wen Jabao ha lanciato ieri durante i lavori dell'Assemblea del Popolo a Pechino. Taiwan è indipendente dal 1949 e per molti anni è stata la sola Cina riconosciuta dall'Occidente, ma Pechino la considera ufficialmente una ''provincia ribelle'' che

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Perché il Tibet fa ancora paura a Pechino

Aba è una piccola città del Sichuan, la ragione della Cina nord occidentale devastata dal terremoto il 12 maggio 2008. Confina con il Tibet. O meglio confina con quella che secondo i cinesi è la Regione Autonoma del Tibet. Ma un tempo era Tibet anche quello, e del Tibet c'è rimasta la parte più importante: i tibetani. Come il  monaco che l'altro ieri ha cercato di darsi fuoco ed è stato abbattuto dalla polizia a pistolettate,  secondo decine di testimoni. Sventolava una bandiera del Tibet e un'immagine del Dalai Lama.

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I guerrieri di Ningbo conquistano un parco fiorentino

Da sabato due enormi sculture, alte oltre tre metri e raffiguranti un guerriero ed un funzionario della Cina del 1200, troneggiano a Firenze nel parco di villa Vogel. Sono arrivate in Italia da Ningbo, nel cuore dello Zhejiang, in cambio di una copia del David che Firenze aveva donato alla muncipalità di Ningbo grazie all'iniziativa "bipartisan" del consigliere Mario Razzanelli, Udc, e di Silvano Gori, asSessore alla cultura. Un David che fu accolto con una diretta televisiva da record, 250 milioni di spettatori, e sistemato, con tutti gli onori, nella piazza del teatro

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Cina, primo motore del mondo. Ma sul Dalai Lama picchia in testa

Non c’è niente da fare. La Cina diventa il primo mercato del mondo per le auto, superando gli Stati Uniti - è notizia di oggi -ma resta agli ultimi posti quanto a tolleranza e comprensione dei sistemi altrui. Ed è un peccato perché il popolo di questo straordinario paese assomiglia sempre meno a chi lo governa.

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