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Se l'uragano "Irene" avesse minacciato Milano...

Pubblicato da Roberto Baldini Sab, 27/08/2011 - 13:49

Ho fatto un sogno guardando a boccaperta le immagini dell”evac in progress”, l’evacuazione di 250mila persone minacciate da «Irene» a New York. Ho sognato che un altro uragano minacciava Milano e...

Eccoci, l’hanno annunciato. Si chiama solo Uragano 1. Sì, perché i meteorologi si sono azzuffati sul nome senza venirne a capo: chi voleva quello della moglie, chi quello della figlia, chi voleva chiamarlo Milan e chi Inter. Ma sta arrivando e dicono che la città potrebbe essere colpita più duramente che dall’Expo 2015. Il governatore Formigoni su Telelombardia pronuncia le stesse parole del collega newyorchese Andrew Cuomo: «La situazione sta diventando molto pericolosa e dovete prepararvi». Su Facebook scoppia la polemica: “Ah sì? E lui come si prepara? Tanto ha l’elicottero. Ma a noi chi viene a prenderci? Chi me la paga la benzina? E la partita su Sky la fanno o no?“. La sciura di Corso Buenos Aires scuote le spalle: “Ma va là che quelli delle previsioni non ci azzeccano mai, sarà un acquazzone, ai miei tempi ne abbiamo affrontate di peggio...”.

A Malpensa e Linate chiusi per due giorni come il Jfk e Newark, i check in dell’Alitalia sono assediati da chi è convinto che si tratti in realtà di uno sciopero selvaggio dei piloti Anpac. In città  i semafori sono in tilt, migliaia di automobilisti sono costretti a trattare con i lavavetri. Il sindaco Pisapia convoca i cronisti e ammonisce come Bloomberg: «Non fatevi ingannare dal sole che c’è adesso, questo uragano è una cosa seria». L’opposizione insorge: «Sì non fatevi ingannare, ma da lui! Non è aumentato il rischio uragani ma solo il biglietto dell’Atm!».

Radio Padania martella l’etere con appelli in arabo, albanese e romeno: «Presto, lasciate subito la città, non c’è scampo dall’uragano, föra da i ball». E Berlusconi irrompe a reti unificate con le stesse parole di Obama: «E’ un fenomeno estremamente pericoloso, sarà un uragano storico». Un pm sconosciuto lo iscrive al volo nel registro degli indagati per procurato allarme. Agli ingressi dei rifugi si lotta per entrare, qualcuno esibisce misteriose tessere vip (“Ho pagato!) che darebbero diritto a container con aria condizionata, Sky calcio e frigobar. Parco Sempione viene chiuso come Central Park, gli spacciatori protestano al grido di «Lavorare è un diritto di tutti».

Fuori è il caos, guardo le tangenziali ed è tutto bloccato. L’evacuazione per l’uragano? Macché, questa è realtà. Sono solo tornati tutti dal mare.  

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