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Ma se Bergamo mette al bando il kebab non dovrebbe vietare anche la pizza?

Pubblicato da Roberto Baldini Mer, 20/07/2011 - 18:36

La crociata dell’amministrazione bergamasca contro il kebab mi fa venire in mente la levata di scudi dei commercianti fiorentini contro McDonald’s quando la catena Usa annunciò l’apertura del primo negozio nel capoluogo toscano. Apriti cielo, toni da tragedia come nel costume di chi vive sotto il Cupolone del Brunelleschi. Le patatine avrebbero ingiallito  le sacre “fiorentine”, i Big Mac avrebbero oscurato la ribollita, un’onta per la terra di Dante e di Boccaccio, ma anche della panzanella e del Chianti.

Il fatto che quasi tutti i bar del centro fossero in mano a gente che vendeva ai turisti robaccia assolutamente incoerente con le tradizioni culinarie toscane non sembrava interessare a nessuno (diciamo che nella foga contro McDonalds c’era anche un pizzico di antiamericanismo che non guasta mai..).

Andò a finire che mister McDonald Italia convocò i giornalisti e fece vedere da vicino come si lavorava nel fast food per antonomasia, dove c’era un responsabile per la pulizia dei bagni e dove ogni hamburger veniva messo in vendita dopo aver passato ben 99 controlli diversi. Poi obittò: scusate ma chi impedisce alla gente di consumare cibi toscani? Ognuno sceglie liberamente dove andare a mangiare. McDonald’s aprì. E molti ovviamente sceglievano un Big Mac menù a 5 euro piuttosto delle stangate per pane coperto e servizio di molti custodi della tradizione.

Insomma, che c’è di male a vivere in una città dove un giorno ho voglia di mangiarmi una bistecca, il giorno dopo un cheeseburger e quello dopo ancora un kebab? La tradizione sa difendersi da sola, quando è forte, così come l’identità. Non va imposta, va semplicemente vissuta per quello che è. Che poi si possano mettere limiti e vincoli su insegne, tipo di locali, rumori etc, questo non è giusto, è giustissimo. Ma non implica per forza il divieto totale di farsi un buon kebab. O una buona pizza: perché fino a prova contraria manco la Margherita fa parte dell’identità locale bergamasca...

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