Il commissario per l'Expo 2010: "Così metterò l'Italia dell'eccellenza nella vetrina di Shanghai"
«I lavori per il padiglione italiano all’Expo di Shanghai procedono con estrema rapidità. Sarà pronto in sette mesi e sarà la vetrina dell’Italia migliore». Parola del Commissario Generale del Governo per l’Expo 2010 di Shanghai, il professor Beniamino Quintieri. Che, beninteso, parla di ritmi cinesi, visto che a lavorare a gran ritmo nel cantiere di “palazzo Italia” sono gli operai di un azienda-colosso dell’edilizia cinese con 10mila dipendenti.
«In Cina -spiega Quintieri - una volta superate le difficoltà burocratiche si vola. E’ stata dura, per noi come per gli altri paesi, combinare le regole dei concorsi europei con quelle del Dragone. Ma fortunatamente i cinesi sanno poi compensare queste lentezze con l’impressionante velocità dei lavori. Ai primi di gennaio contiamo di avere il padiglione pronto».
E poi bisognerà metterci dentro il meglio dell’Italia e cercare di fare la nostra figura...
“Certo, perché questa sarà una Expo straordinaria, tutti i numeri delle precedenti esposizioni universali saranno frantumati. In termini di investimenti e organizzazione i cinesi stanno facendo le cose in grande. Del resto l’importanza dell’evento è legata non solo al tema, «Better City, Better Life», le città a misura d’uomo, ma anche al Paese stesso che ospita l’Expo: oggi l’interesse per la Cina è massimo».
Come dire che Shanghai sarà un’occasione da non perdere per le nostre imprese
«Appunto. Avere una vetrina a disposizione per sei mesi non capita tutti i giorni. E in una prospettiva di ripresa dopo questa fase ciclica negativa, le aziende italiane sanno bene che un miglior posizionamento nel mercato asiatico è una carta da giocare. Ho avuto, da questo punto di vista, un riscontro positivo nel preparare la costruzione del padiglione: sarà realizzato con materiali italiani di prima qualità, tutti forniti da imprese italiane, oltre 35, tra cui aziende leader nei loro settori come Permasteelisa, Graniti Fiandre, Guzzini. Il padiglione di Shanghai sarà la prima vetrina del made in Italy, la vetrina della vetrina»
L’Expo di Shanghai si svolgerà dal 1° maggio al 31 ottobre 2010. Sei mesi sono lunghi. Come sarà organizzata la presenza italiana?
“Bè, prima di tutto ci sarà una mostra permanente che per l’intero periodo dell’Expo dovrà rappresentare l’Italia nei suoi vari aspetti, abbiamo lavorato con la Triennale di Milano per elaborarne il concept. Poi c’è il secondo fronte più impegnativo: riuscire a far ruotare negli spazi che abbiamo una serie di attività, animando il padiglione italiano giornalmente con eventi, mostre, presentazioni che rappresentino l’Italia a 360 gradi. Ogni giorno dovremo avere una proposta diversa, con un unico scopo: richiamare le eccellenze italiane in tutti i settori, coinvolgendo aziende, regioni, ministeri, associazioni di categoria, l’Ice, e tante altre istituzioni che ci chiedono di essere presenti a Shanghai. Ovviamente avremo anche manifestazioni culturali, concerti. Pensi che nei 5 chilometri quadrati dell’Expo ci sono a disposizione diverse platee che vanno da 500 a 18mila posti»
In Cina si vola, ma con i tempi italiani ce la farete ad completare organizzare in tempo il programma?
«C’è questa asimmetria nella visione dei tempi tra italiani e cinesi che a volte ci fa sudare, e noi servirebbero risposte più rapide. Ma c’è anche chi collabora, basti pensare all’iniziativa dell’Italia degli Innovatori che abbiamo lanciato con il ministro Brunetta”
Una sorta di concorso per le idee nuove campo imprenditoriale
«Di più. Chiamiamo a raccolta gli innovatori italiani, non tanto le grandi aziende quanto i centri di ricerche, le università, le piccole e medie imprese che abbiano delle idee, dei prodotti brevettati,delle novità. Ci sarà una selezione da parte di una commissione che sceglierà le migliori proposte per presentarle all’Expo, e valorizzerà questi prodotti favorendo rapporti con potenziali interlocutori cinesi e internazionali. Insomma, è una grande opportunità che offriamo ai nostri innovatori: far sì che le loro idee possano poi trasformarsi in prodotti per il mercato e aiutarli nel passaggio sempre difficile tra innovazione e prodotto. Per partecipare al concorso restano pochi giorni: il bando si chiude il 30 settembre 2009».
A proposito di grandi aziende: si sono fatte vive con qualche proposta significativa per Shanghai 2010?
«Beh, devo dire che le risposte migliori finora le abbiamo ottenute dalle piccole e medie imprese più che dalle grandi, a ulteriore conferma che sono loro a trainare il paese. Stiamo lavorando anche su proposte che vedono coinvolte alcune delle imprese più grandi. E mi auguro che anche il sistema bancario italiano non voglio perdere l’occasione di accompagnare le imprese in questa grande avventura in Cina. Shanghai 2010 per la nostra economia può essere davvero un punto di svolta»
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