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Pendolarismo? No, pendolariato

Scrive la signora Erika: sono pendolare da dieci anni, prendo auto, treno, metro e bus per arrivare al lavoro. Recentemente si è aggiunta la battaglia per il parcheggio alla Stazione di Olgiate-Calco-Brivio. Risultato? Si parte 15 minuti prima da casa e si attendono 15 minuti in auto per evitare di non trovare posto. Ho tante domande nella testa e nessuna risposta:  

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La Cina in bilico sulla crisi iraniana: "Niente bombe, ma Teheran dica la verità"

«La Cina invoca il ricorso a mezzi pacifici per risolvere la questione nucleare iraniana». L’ennesima, accorata dichiarazione di Hong Lei, portavoce del ministro degli esteri di Pechino, non lascia dubbi su due aspetti cruciali della vicenda iraniana.

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"Grazie" allo smog, ho sentito la voce di Milano

Sulle prime ti colpisce il silenzio. Poi pian piano ti abitui, e allora cominci a distinguere i rumori. C’è anche qualche motore, certo, ma sono altri in suoni che ipnotizzano i tuoi timpani. Sono voci di bambini. Sono risate di amici. E’ l’eco di un bel coro che ti arriva dalle finestre aperte di una chiesa. E’ il campanello di una bici, l’aprirsi di una persiana, il chiudersi solenne di un grande portone di legno, il fischiettare di un venditore ambulante. E' la voce di una città, è la voce di Milano che non avevo mai sentito.

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"Giusto o sbagliato, è il mio Paese". Ma non lo disse un italiano....

«Our country!In her intercourse with foreign nations, may she always be in the right; but our country, right or wrong», Giusto o sbagliato, è il nostro paese e dobbiamo amarlo. Lo disse Stephen Decatur, ufficiale della marina statunitense nell’era della nascente nazione americana. E dovrebbero ripeterselo tutti i giorni davanti allo specchio tutti i politici, o meglio i politicanti, che gioiscono alle sventure d’Italia per la sola ragione che ogni sventura è un colpo di piccone al piedistallo di Berlusconi.

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Mai andati sulla Luna? Beccatevi queste foto. La rivincita di Buzz Aldrin & c

Il più felice deve essere stato Buzz Aldrin, il secondo uomo a mettere piede sulla Luna. Quando qualcuno tornò a mettere in dubbio che fosse veramente stato sulla Luna, l'astronauta oggi 81enne gli sferrò un bel destro sul viso. Sì, perché uno che si fa 780 mila chilometri (andata e ritorno) scende sulla superficie del satellite e torna sano e salvo sulla terra può sopportare tutto meno, come si direbbe a Firenze, il bischero di turno che gli chiede se non  si sia inventato tutto.

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Se l'uragano "Irene" avesse minacciato Milano...

Ho fatto un sogno guardando a boccaperta le immagini dell”evac in progress”, l’evacuazione di 250mila persone minacciate da «Irene» a New York. Ho sognato che un altro uragano minacciava Milano e...

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Libia, la svolta "neocon" di Barack Obama

«Alcune nazioni possono far finta di non vedere le atrocità commesse in altri Paesi. Ma gli Stati Uniti d’America sono diversi. Mi rifiuto, da presidente, di agire soltanto dopo aver visto le immagini di una carneficina e di fosse comuni».

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Ma se Bergamo mette al bando il kebab non dovrebbe vietare anche la pizza?

La crociata dell’amministrazione bergamasca contro il kebab mi fa venire in mente la levata di scudi dei commercianti fiorentini contro McDonald’s quando la catena Usa annunciò l’apertura del primo negozio nel capoluogo toscano. Apriti cielo, toni da tragedia come nel costume di chi vive sotto il Cupolone del Brunelleschi. Le patatine avrebbero ingiallito  le sacre “fiorentine”, i Big Mac avrebbero oscurato la ribollita, un’onta per la terra di Dante e di Boccaccio, ma anche della panzanella e del Chianti.

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Povera Italia, non abbiamo manco gli hacker. "Quelli veri saranno quattro..."

Sul cellulare appare ‘numero privato’. L’ex hacker, rigorosamente anonimo, un vago accento straniero forse fasullo, è quasi arrabbiato dopo aver letto le notizie sull’assalto ai computer delle università. «Se violassero il suo portale mettendo in piazza nomi, cognomi e password direbbe che è un fesso lei perché non si è attrezzato abbastanza contro le intrusioni, o che è bravo chi è riuscito a entrare?» 

Che è bravo chi è riuscito a entrare.

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Se il turista strapazzato comincia a ribellarsi

Bloccati per ore a bordo di un aereo della Ryan Air in servizio fra Siviglia e Pisa. Bloccati all'aeroporto di Siviglia, chiusi dentro la fusoliera, senza acqua e con sempre meno aria, soprattutto senza climatizzatore. E' l'odissea vissuta da circa 200 passeggeri il 16 giugno, che Marco Pezzola, musicista aretino che era su quel volo, ha raccontato al nostro giornale.

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