Un paio d'anni fa sono stato inviato nelle zone colpite oggi dal terremoto. A Chongqing, immensa megalopoli, forse la più grande del mondo, la Piaggio ha siglato una joint venture con la Zongshen per produrre scooter e altre imprese italiane hanno in programma investimenti. Il reportage che scrissi all'epoca può essere un'utile fotografia di quell'area della Cina in gran parte devastata.
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Il Times di ieri: «Combattere il crimine sarà la priorità per Boris Johnson». Londra chiama Roma, i primi impegni presi dal nuovo sindaco della capitale britannica ricalcano quelli di Gianni Alemanno, e con le stesse motivazioni: «Dobbiamo rendere le nostre città sicure per i cittadini come premessa indispensabile a qualsiasi altro progetto...». Sull’Europa soffia un vento di destra, si dispera in Italia il povero Oliviero Diliberto.
Non vorremmo essere nei panni del povero Kamal. chiamiamolo così. E’ un tunisino trentenne rinviato a giudizio nella città di Soussa, 140 chilometri da Tunisi, per aver intrattenuto rapporti sessuali prematrimoniali...al telefono. Sì, perché la sua fidanzata ventenne, nel corso di quella che le agenzie definiscono una "piccante conversazione" al telefono (alla faccia del piccante)avrebbe addirittura perso la verginità.
COMUNQUE vada sarà un successo...per i repubblicani. Già, perché anche se questa strana corsa alla Casa Bianca sembra una sfida a due, chi resterà in piedi tra Obama e Hillary dovrà vedersela con un veterano di guerra chiamato John McCain. Lui la nomination l’ha già in tasca da settimane, figurati. Ha fatto fuori i rivali repubblicani uno dopo l’altro, dal mormone Mitt Romney al povero Rudy Giuliani che ancora si lecca le ferite. E non è praticamente sceso in campo, ci consenta, contro i democratici.
"Hamas é pronta a riconoscere Israele". Sembrava una svolta epocale per una possibile pace in Medio Oriente. Il problema era la fonte della notizia: James Earl Carter, detto Jimmy, ex presidente degli Stati Uniti dal 1977 al 1981, impegnato in un tour di consultazioni a Damasco proprio con i massimi dirigenti di Hamas. I quali, poco dopo le sue ottimistiche dichiarazioni, si sono affrettati a precisare che nessun membro di Hamas ha mai pensato neppure per sbaglio di riconoscere Israele.
Non c’è solo la repressione in Tibet: le prossime Olimpiadi si svolgeranno in una Cina, che esegue in media 22 condanne a morte al giorno: come dire 8000 all’anno. E’ il dato fornito da Amnesty International nel suo rapporto sulla pena di morte nel 2007. Amnesty chiede ai partecipanti alle Olimpiadi di Pechino 2008 di far pressione sul regime per l'abolizione della pena capitale, ma è un’altra voce destinata a cadere nel vuoto: la protesta più clamorosa escogitata finora è quella del boicottaggio della cerimonia d’apertura, peraltro sostenuta a gran voce solo dalla Francia.
Guardate la foto Hu Jia, dissidente cinese. Secondo le autorità di Pechino è un pericoloso dissidente, reo di aver diffuso idee "sovversive" sul Tibet e sul possibile boicottaggio delle Olimpiadi, e quindi meritevole di galera: 3 anni e mezzo. Viene in mente "Prima pagina" di Billy Wilder, con la "tigre bolscevica che voleva azzannare l'America alla gola", come i giornali di Chicago, nel film con Jack Lemmon e Walter Matthau, definivano il ragazzino che rischiava di finire ingiustamente sulla sedia elettrica.
Su molti siti buddisti (vedi http://buddhism.kalachakranet.org/chinese-orchestrating-riots-tibet.htm) circola una fota inquietante. Si vede un plotone di agenti cinesi, ognuno dei quali ha sottobraccio un panno rosso e arancione che sembra proprio una tunica da monaco tibetano. Indumenti sequestrati? La verità, sostiene qualcuno, è molto più cruda: questa foto è la prova che gli agenti cinesi si sono travestii da monaci per fomentare la rivolta e poi accusare i monaci veri di averla organizzata.
L’altra faccia dell’India del miracolo economico, la nuova potenza mondiale con il Pil più alto del mondo dopo Usa, Giappone e Cina e una crescita dell’8-9% annuo, è quella di una donna che piange e chiede pietà. E’ legata a un albero, gli occhi spalancati dal terrore e una folla urlante che l’assedia. «Strega», la chiamano. Le avevano affidato una donna malata di mente, perché la curasse. Ma la sua «paziente» ha tentato il suicidio lei è stata accusata di averla stregata con la magìa nera. «Non è vero» si difende, ma non serve a nulla. La picchiano.
Pena di morte commutata in ergastolo. E’ sempre stato un simbolo, l’ex Black Panther Abu Jamal, e continuerà ad esserlo. Simbolo, prima, del no alla pena di morte. Simbolo, adesso, della svolta epocale che l’America sta celebrando. Dal 25 settembre scorso c’è una moratoria di fatto negli Stati dove il boia lavorava di più, non solo il Texas di Bush ma anche l’Arkansas dei Clinton.