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Ius Sanguinis

Pubblicato da Bruna Bianchi Mer, 02/07/2008 - 21:09

Il sottosegretario agli Esteri Alfrredo Mantica, con delega per gli italiani all'estero,  ha appena scoperto a Buenos Aires che  novecentomila persone, tra argentini e brasiliani, vogliono avere la cittadinanza italiana ed  entro due-tre anni, grazie ai rinforzi inviati dall'Italia al Consolato, ci riusciranno. La prima legge sul diritto di sangue è del 1912 e da allora molte cose sono cambiate. Per esempio, come ha ricordato Mantica, che in Italia ci sono 4 milioni di extracomunitari e condizioni economiche un po' diverse per potere accogliere tutti a braccia aperte. Al sottosegretario di Frattini è  toccato anche ricordare agli argentini , che tra poco saranno un milione in Italia contro i tre milioni di italiani loro nonni emigrati laggiù, che sarebbe bene fare una scelta oculata prima di sventolare il biglietto aereo senza ritorno. Tipo conoscere la lingua, la Costituzione, condividire il sistema di valori e soprattuto amare l'Italia. Sembra un po' un'arrampicata sugli specchi, caro sottosegretario. Gli argentini amano tantissimo l'Italia perchè ne hanno, al pari degli africani o degli albanesi, un'idea distorta, cioè quella che rimanda la tv.  Raccontano di un'Italia che non esiste, dividono per 4.7 il loro "peso" e pensano che noi si sia tutti nababbi felici. Vero è che la nostra delinquenza fa sorridere rispetto alla loro, la sanità si paga, il 30 per cento dei bambini  mangia una volta al giorno e non va a scuola,  ma vero è anche che non si può mica sapere tra tutti questi novecentomila che entrano in Italia per dirittto di sangue quanti delinqueranno o hanno già commesso qualche reatuccio. Compito ingrato quello di fare capire a chi è stato detto che poteva avere per diritto qualcosa che adesso sarebbe meglio che dimenticasse. Sono extracomunitari o sangue del nostro sangue, anche se un po' secco? Siccome votano e hanno eletto i loro rappresentanti in Parlamento e Senato, adesso non si può fare più niente e chiunque decica di trasferirsi da noi, anche se non ha casa, non ha lavoro e non ha un euro in tasca,  è il benvenuto. Peccato che la cittadinanza per diritto di sangue non sia stato prevista anche per gli italiani che vogliono emigrare in Argentina o Brasile o Venezuela, così lasceremmo un po' di spazio ai nuovi arrivati.

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