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Reja l'unico Special One, Moratti l'unica garanzia dell'Inter

Complimenti a Reja. Per ora è lui lo Special One della panchina, e speciali sono gli uomini che guidano il Napoli dietro le quinte. A parte qualche uscita un po' azzardata (ma il vizio del protagonismo è comune a tutti i presidenti del calcio, soprattutto se abituati a stare sotto i riflettori anche per la loro professione), De Laurentis è stato bravo a non permettere che il suo allenatore venisse spazzato via dalle bufere passate e Perpaolo Marino si conferma quel fuoriclasse del mercato che è sempre stato.

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All'Inter succedono cose poco empatiche

di Laura Alari

MILANO – Ieri ad Appiano Gentile è successa una cosa poco empatica, soprattutto per Moratti. Il suo pupillo Adriano è stato silurato da Mourinho in modo che più chiaro e plateale non si poteva,  cioè con l’esclusione dai convocati per Firenze. Motivi?

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Il grande mistero dell'Inter: conta più Biscardi o Mourinho?

Scusate se sorvolo sulla partita di oggi a San Siro ma mi sembra più importante quello che, in casa Inter, sta succedendo fuori dal campo.

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Meglio la Spice delle italiane in Champions

L'Inter torna subito normale, niente a che vedere con i fuochi d'artificio dell'Olimpico anche se un solo gol di vantaggio è bugiardo perchè ha sostanzialmente dominato la partita con il minimo sforzo: del resto sarebbe stato scandaloso il contrario, contro un'avversaria del genere. L'Anorthosis, appunto, non mi sembra molto più forte della Roma dunque la prova di stasera coferma che questa squadra non ha lo spessore per incantare anche in Europa.

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Tremate, tremate, lo squadrone Olimpico è tornato

Finalmente una vittoria piena, compiuta, autorevole, senza ombre nè rimpianti. Grande prova di forza fisica, di carattere, di gioco. La vecchia Inter che esce dalla gabbia e ghermisce gli avversari con i suoi artigli letali. A riportarla nel suo habitat, cioè in cima alla classifica, sono gli uomini di sempre: Ibrahimovic, Maicon, Cordoba, Cambiasso sopra tutti. E un modulo che già negli anni passati, proprio all'Olimpico, aveva smascherato  l'insostenibile leggerezza della Roma. Con una bella novità, Obinna.

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Cambia la classifica, ma tutto il resto è come prima

Per ora è un campionato pieno di sorprese e varrebbe la pena di goderselo, in previsione che fra qualche mese torni alla normalità. Invece lo stiamo vivendo con indifferenza, nel migliore dei casi, e spesso in un clima più velenoso che gioioso: come se fosse un campionato qualunque.

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Il piacere dell'onestà

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Il mago dell'Inter è sempre lui, Ibrahimovic

Una magia di Ibrahimovic, un gol subito da dilettanti, un rigore molto dubbio trasformato da Adriano e uno, proprio sul brasiliano, che invece a prima vista è sembrato netto ma che l'arbitro non ha concesso. Buon primo tempo, nel secondo una discreta sofferenza e troppo buonismo sotto rete. La solita Inter, insomma, che non dà mai la sensazione di essere completamente padrona di se stessa e di poter schiacciare gli avversari anche quando si tratta di avversari, come il Bologna  di stasera, che non farebbero male a una mosca.

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C'era una volta l'Inter

C'era una volta una squadra forte che vinceva, che spaventava gli avversari solo per la prestanza fisica, per la potenza dei muscoli, per la carica agonistica, un pitbull con il dente sempre avvelenato. E che a pieno regime, con tutti i suoi campioni in forma, giocava un calcio da togliere il fiato.

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Non so se Ancelotti sia il migliore ma ha una grande dote: l'umiltà

Comincio dagli episodi contestati all'arbitro Morganti, la cosa che come sempre farà più discutere.

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