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Caro avvocato Prisco, quanto ci manca...

Un conto sono i tifosi che hanno una fede (quasi) cieca, che devono sostenere la loro squadra nel bene e nel male e guardare sempre avanti. Un conto sono i giornalisti che devono esercitare una funzione critica, cercare di valutare le cose nel modo più obiettivo possibile, guardare anche indietro quando serve a dare un giudizio più completo. E se un giornalista fa il suo mestiere, i tifosi non sono autorizzati ad insultarlo o accusarlo sistematicamente di malafede.

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Il campionato della malafede e delle foche ammaestrate

Non mi interessa sapere quanti punti avrebbe il Milan senza i gol di Kakà o quanti ne avrebbe la Juve senza i gol di Del Piero perchè Juve e Milan non sono le squadre più forti del campionato, non sono partite con l'obbligo di vincere lo scudetto (solo Galliani doveva dirlo per contratto) e non hanno allenatori considerati la reincarnazione del Messia (benchè Ancelotti abbia vinto più di Mourinho).

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José Mourinho scrive: "Mai detto quelle cose sui tre scudetti dell'Inter"

Egregio Direttore,

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Senza i gol di Ibra l'Inter sarebbe quarta

Seconda fuga della stagione, forse sarà quella buona o forse no, di sicuro bisognerà aspettare ancora qualche settimana per capirlo. Nel frattempo l'Inter continua a rispettare in pieno le previsioni. Fra alti e bassi, e pur giocando peggio che in passato, come potenziale si conferma superiore al resto delle avversarie e a Catania vince grazie a qualità, forza fisica e carattere: tutte doti che peraltro possiede da anni.

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Fine del discorso

Approfitto del commento di Moro (voto 8) per mettere alcuni punti fermi alla vicenda post-Bergamo.

1) Proprio perchè esistono delle regole, caro Spinoza, non tocca a voi decidere se i contenuti del mio post siano diffamatori o no, nè stabilire l'attendibilità o meno delle mie fonti e tantomeno pretendere che le riveli.

2) Poichè le regole sono uguali per tutti, ho deciso di adeguarmi: di questo argomento parlerò solo a tempo debito e nelle sedi opportune.

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Gli errori di Torino smontano la tesi di una seconda Calciopoli

Dunque, ormai mi sembra evidente che dopo la sosta natalizia è cominciato un altro campionato. Quello vero, dove il gioco si fa duro sia per la lotta al vertice sia per chi rischia la retrocessione. Succede quasi sempre ma onestamente stavolta non me lo aspettavo, pensavo che l'Inter collaudatissima degli ultimi due scudetti e rinforzata sul mercato esterno ma soprattutto interno (Ibrahimovic) togliesse alle avversarie anche questa soddisfazione, mettendosi al sicuro con largo anticipo.

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Dalla spazzatura alle fogne

Vorrei ringraziare due persone. La prima è Xavier Iacobelli, che ringrazio in una doppia veste: innanzitutto come direttore di www.quotidiano.net per aver difeso ancora una volta la mia professionalità e poi come simbolo di tutti i colleghi che negli ultimi giorni mi hanno manifestato stima e solidarietà. La seconda è Stefano (dalla sigla Ste83 immagino che il  nome sia questo).

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Dalle bufale alla spazzatura

Quello che ho scritto ieri, fra l'altro usando per correttezza il condizionale, era una bufala così evidente che oggi si trovano conferme dovunque: basta aprire un giornale, navigare in rete o accendere la tv. Esattamente com'è successo in occasione di (quasi) tutti i miei articoli pubblicati negli ultimi 20 anni: sull'Inter, sul Milan, sulla Juve, sulla Nazionale, su ogni argomento di cui mi sono occupata.

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Inter, giocatori furibondi con Mourinho

"Il primo scudetto ve lo hanno dato in segreteria, il secondo lo avete vinto perchè non c'era nessuno. Il terzo all'ultimo minuto. Siete una squadra...".

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Un consiglio agli interisti: pregate

Sento dire in giro che la sconfitta di Bergamo avrebbe incrinato il rapporto fra Moratti e Mourinho. Errore. Le prime crepe risalgono almeno a tre mesi fa, da allora il presidente  condivide i metodi di gestione del tecnico (in campo e fuori) molto meno di quanto non dica pubblicamente ma non ci sono alternative: dopo averlo rincorso per due anni, dopo aver ceduto a tutte le sue richieste (pur non essendone convinto), dopo averlo coperto d'oro gridando ai quattro venti che era il numero uno al mondo ora non può che sostenerlo fino in fondo.

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