• REGISTRATI!
  • Già registrato? ACCEDI!
Registrarsi consente di pubblicare i tuoi commenti o di aprire il tuo blog

Login utente

header

Il caso di don Emilio arriva anche in tv

Pubblicato da Laura Alari Mer, 13/04/2011 - 12:51

VERNAZZA (La Spezia)    STAVOLTA i riflettori si riaccendono davvero, non solo in senso virtuale. E sono quelli di «Quarto grado», programma Mediaset ideato e curato dal giornalista Salvo Sottile, che in breve tempo ne ha fatto un appuntamento cult per gli appassionati di misteri irrisolti.

E che venerdì prossimo si occuperà di don Emilio Gandolfo, il parroco trucidato a Vernazza la sera del 2 dicembre 1999. Caso più che mai oscuro, nonostante dodici anni di indagini, tornato alla ribalta la settimana scorsa grazie alla pubblicazione sul nostro giornale di una foto misteriosa, scattata nella chiesa del paese, nella quale si intravede sullo sfondo una sagoma in abiti talari somigliante al sacerdote scomparso.LA NOTIZIA del giorno è legata proprio a quello scatto e alla necessità di capire cosa ci sia dietro: se un’eventuale manipolazione dell’immagine o magari una ripresa video da cui sarebbe stato isolato un frame. L’atteggiamento dei protagonisti, certo, finora non ha aiutato gli inquirenti: infatti sia l’autrice, una turista sarda in vacanza, sia la sua amica di Vernazza che ha condiviso la sorpresa per il risultato dello scatto, da due settimane si stanno trincerando dietro un rigorosissimo anonimato pur assicurando che si è trattato di «una foto scattata per caso da una turista per caso».SE È DAVVERO così che bisogno c’è di nascondersi? E’ ciò che il pm Maurizio Caporuscio intende chiarire e per questo, dopo l’amica (già ascoltata dai carabinieri la settimana scorsa), nell’ambito delle indagini presto sarà sentita anche la turista. «Solo per capire cosa c’è dietro, nessun’altra implicazione» precisa il magistrato. Lanciando, attraverso la tv, una sorta di appello agli uomini del Ris: «Mi auguro che con le tecniche più avanzate disponibili oggi, e con la pressione mediatica scaturita da questa foto, le indagini possano segnare un passo avanti. Nel frattempo, comunque, sono andate avanti ininterrottamente dal giorno dopo il delitto senza trascurare nessuna pista. E nessun testimone, a cominciare dagli amici di don Emilio, sempre molto disponibili anche se non hanno portato elementi particolarmente utili».E a questi potrebbe aggiungersi nei prossimi giorni Antonio Thiery, testimone prezioso della vita, dell’impegno e delle sofferenze di don Emilio. E’ lui stesso a chiederlo. «Mi meraviglio che nessuno mi abbia ancora interrogato e sono disposto a farlo quanto prima, non ho niente da perdere» racconta al telefono, consapevole di aver sempre assunto su questa vicenda posizioni scomode e quindi rischiose.DAVANTI all’inviata di «Quarto grado», Francesca Corollo, sia il vicesindaco Gerolamo Leonardini sia il comandante della Polizia Municipale, Franco Vanni, hanno difeso ancora una volta l’onore di Vernazza negando che si tratti di un paese omertoso. Ma la gente continua a fuggire la ribalta, e se qualcuno ha accettato di parlare (bene) di don Emilio lo ha fatto solo a condizione di non essere ripreso dalle telecamere. Molti di loro, fra l’altro, nel pomeriggio erano proprio in chiesa per il funerale di una donna molto conosciuta, Maria, morta di infarto a 81 anni. «La zia conosceva bene don Emilio ed è stata una delle prime persone a vederlo dopo l’aggressione» racconta una nipote. «Mi raccontò che era spaventoso perchè aveva il volto semisfigurato e delle orecchie enormi, come se avessero tirato la cartilagine per strapparla». Particolare che si aggiunge ad un delitto già abbastanza agghiacciante.

salva e condividi

Commenta questo intervento

ATTENZIONE: la pubblicazione dei commenti è riservata ai soli utenti registrati. Per effettuare la registrazione è necessario cliccare sul pulsante "Da▼" che si trova in cima al modulo sottostante, e poi selezionare una delle opzioni di autenticazione.
I commenti inseriti saranno pubblicati direttamente su questa pagina. La redazione si riserva di cancellare tutti i messaggi ritenuti offensivi o diffamatori.