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Colla per topi e minacce mafiose: così Viareggio accoglie i rom

Pubblicato da Laura Alari Lun, 22/08/2011 - 17:32

LI CHIAMANO “marugani”, cioè straccioni. E li trattano come animali, per la precisione ratti. E’ il tipo di accoglienza riservata dal “vicinato” ai rom che frequentano la chiesa e il sagrato di San Paolino, e che sabato scorso hanno trovato una bella sorpresa (si fa per dire): le panchine intorno alla chiesa cosparse di colla da topi. E sul portone principale dell’edificio, un messaggio minaccioso rivolto a parroco e fedeli: «I marugani (gli zingari per chi non capisce) sono andati via per forza maggiore. Si prega di non pulire le panchine altrimenti tocca anche a voi. Noi non dormiamo la notte. Capito!!!». Firmato: il vicinato.Di quale vicinato si tratti nessuno lo sa, nemmeno don Franco Raffaelli che ovviamente non l’ha presa per niente bene. «Siamo di fronte ad un linguaggio mafioso e oltretutto nascosto dall’anonimato» scrive il parroco nella lettera settimanale ai cristiani. «Ci piacerebbe dialogare civilmente con queste persone e trovare insieme una soluzione ai problemi, la strada da seguire non è certo quella degli atti intimidatori».Perché di problemi in effetti ce ne sono da quando, diversi anni fa, i rom hanno abbandonato la pineta spostandosi nell’area intorno a San Paolino. Qui chi aveva fame ha trovato da mangiare, chi rischiava di morire di freddo ha ricevuto coperte e maglioni. Poi, in mezzo a tante persone disponibili e collaborative, c’è anche chi ha approfittato della situazione scambiando la chiesa per una panineria o addirittura una latrina. E di notte capita anche lì, come in tanti altri luoghi, che gli ubriachi disturbino la quiete pubblica.Allora perché non una richiesta d’intervento a chi di dovere? O una regolare denuncia? O magari una lettera aperta con in calce nomi e cognomi? Forse perché i vermi, in fondo, sono più vigliacchi e striscianti dei topi.

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